Nel suo costante impegno a difesa del territorio Giuseppe Sanò, consigliere della VI Municipalità, ha inviato la seguente lettera alla Giunta Accorinti:

Se il mare negato suscita sempre un grande interesse, lo dobbiamo al fatto che mentalmente riusciamo ad immaginarlo, in qualche caso persino a vederlo: è proprio li a due passi, ma impossibile da raggiungere.

Ecco che monta la rabbia, seguita immediatamente dal senso di impotenza, che in qualche soggetto non ancora assuefatto all’ingiustizia e all’illegalità, può sfociare persino in indignazione.

Ma se oltre a negarci il mare ci avessero impedito di conoscere un pezzo di storia, chi si indignerebbe?
Chi protesterebbe?
Probabilmente in tanti, basterebbe solo esserne a conoscenza.
Torre Mazzone ne è un esempio.

Torre-Mazzone-1_nQuesta fortificazione, edificata sulla spiaggia, nelle vicinanze del canale degli inglesi, ci rimanda indietro nel tempo, ci riporta addirittura al XVIII secolo. Nel volume “Governo generale di Sanità e istruzioni del Lazzaretto della città di Messina”, stampato a Palermo nel 1749, fra le disposizioni contenute, infatti, si legge: “Intorno alla provigion di Messina…il pane e altre provvisioni si mandino…da Milazzo nella Torre del Mazzone nel mezzo delli Mortilli e del faro”; e, ancora, “…una o due [feluche] servano per portar li viveri da Milazzo alla Torre del Mazzone, e scaricarli sulla palizzata”. Successivamente, circa nel 1810, gli inglesi la rimaneggiarono seguendo il più efficiente modello denominato Martello Tower, esempio di architettura militare di successo.
Torre-Mazzone-40_nNon entrerò nei dettagli tecnici della costruzione poiché non attinenti. Ciò che invece dev’essere esaminato e preso in considerazione, riguarda l’impossibilità di raggiungere direttamente la Torre, chiamata anche Bianca per via del materiale utilizzato per la sua costruzione. Infatti, oggi può essere scovata solo via mare o camminando lungo la spiaggia. Siamo circondati dalla bellezza della natura, la nostra città è disseminata di luoghi e monumenti di valenza storica e artistica; ogni angolo, via, palazzo ci parla del popolo messinese che fu.
Bisogna riscoprire la storia per migliorare il futuro, ma per poterlo fare dev’essere fruibile, alla portata di tutti.
Valorizzare il nostro patrimonio storico e culturale, significa anche creare i presupposti per cambiare le sorti dell’economia locale, attualmente affidate all’astuzia di pochi uomini che tengono in ostaggio la città.
Sperando di aver suscitato il vostro interesse per una parte di storia dimenticata, mi auguro vogliate prendere i necessari provvedimenti per restituire alla città Torre Mazzone