Siciliani Liberi interviene nel dibattito sul disavanzo e l’indebitamento della Regione Siciliana, acceso dalle dichiarazioni del presidente Nello Musumeci e dal vice presidente Gaetano Armao. Di seguito l’analisi del movimento indipendentista di Sicilia:

“Perché Crocetta è stato capace di portare il debito regionale in 5 anni da 5 a 8 miliardi? La Sicilia mantiene sulle proprie spalle la quasi totalità delle spese pubbliche, la quasi totalità del sostegno finanziario ai Comuni, tutto, come se trattenesse il 100 % delle principali imposte, ma invece la maggior parte di queste se le trattiene saldamente lo Stato.

Crocetta ha fatto due accordi con lo Stato, rinunciando alla maggior parte di IRPEF e IVA, cioè non solo legittimando il furto che da anni lo Stato perpetra ai danni della Sicilia, ma aumentandone la portata. Lo Stato ha incassato, senza riprendersi alcuna delle funzione accollate ai Siciliani. Perché così gli ha dettato l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, toscano inviato direttamente dal PD e da Renzi, il vero Presidente. Ha regalato allo Stato le entrate naturali della Regione, ha regalato il gettito dei contenziosi davanti alla Corte Costituzionale, ha cancellato, con la scusa dell’entrata in vigore della nuova legge nazionale di contabilità, tutti i residui attivi in cui si vantavano crediti tributari verso lo Stato. E per chiudere i bilanci, di anno in anno, non ha trovato altra soluzione che quella di contrarre nuovi mutui, ipotecando il futuro di generazioni di Siciliani, e sparando tutte le addizionali e i tributi locali ai massimi possibili e immaginabili.

Oggi la Sicilia ha, grazie al PD e a Crocetta (ma gli altri partiti italiani non è che siano molto migliori), la peggiore fiscalità di svantaggio di tutta l’Italia, senza parlare del costo dell’energia e dei carburanti più caro d’Italia, in una Regione strutturalmente in surplus energetico”.