Il D.A. del 14 dicembre 2016 dell’Assessore al Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana oltre alla soppressione della RNO, detta le azioni fino alla costituzione degli organi dell’Ente Parco nazionale “Isola di Pantelleria” e che le autorizzazioni previste nella disciplina di tutela di cui all’«Allegato A» del decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2016, e le autorizzazioni necessarie per tutte le attività che rivestono carattere di urgenza, saranno rilasciate dalla Regione siciliana – Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente, che vi provvederà con un Commissario ad Acta, dandone comunicazione al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
I relativi procedimenti autorizzatori in itinere presso l’Ente gestore della Riserva, Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale saranno presi in carico dal Dipartimento regionale dell’ambiente per la loro definizione.

Ricordiamo che l’assetto definitivo del Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria dovrà prevedere una suddivisione nelle zone previste dalla Legge 394/91: Zone A di Riserva Integrale, Zone B di riserva generale, Zone C aree di protezione e Zone D aree di promozione economica e sociale, «La cui corretta individuazione . spiega il Comune – comporta la necessità di studi di dettaglio e di un importante processo di consultazione e partecipazione della comunità residente che condurrà alla redazione ed adozione del Piano del Parco, operazione che dovrà essere conclusa entro 18 mesi dalla istituzione del Parco stesso che verrà sancita con la firma del decreto da Parte del Presidente della Repubblica. Tra le altre cose il piano dovrà prevedere sistemi di accessibilità veicolare e pedonale con particolare riguardo ai percorsi, accessi e strutture riservati ai disabili, ai portatori di handicap e agli anziani oltre che sistemi di attrezzature e servizi per la gestione e la funzione sociale del parco, musei, centri di visite, uffici informativi, aree di campeggio, attività agro-turistiche. Non potranno mancare indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e sull’ambiente naturale in genere».

Nella fase transitoria iniziata col via libera del Governo è prevista una suddivisione del territorio pantesco in tre aree:
LE ZONE 1 corrispondono sommariamente a quelle che saranno le future zone A e B del parco, ossia zone nelle quali l’ambiente naturale è conservato nella sua integrità. Al momento corrispondono alla preesistente Riserva Naturale Orientata. I livelli di tutela non si modificano rispetto gli attuali ma sarà possibile il recupero degli incolti con forme di agricoltura tradizionale (vite alberello/Unesco – Cappero) coerentemente alle previsioni del Piano di gestione del SIC/ZPS.
LE ZONE 2 contengono di massima le future zone C e D in cui, in armonia con le finalità istitutive ed in conformità ai criteri generali fissati dall’Ente parco, possono continuare, secondo gli usi tradizionali, le attività agro-silvo-pastorali nonché di pesca e raccolta di prodotti naturali. E’ incoraggiata anche la produzione artigianale di qualità nelle aree modificate dai processi di antropizzazione, nelle quali sono consentite attività compatibili con le finalità istitutive del parco e finalizzate al miglioramento della vita socio-culturale delle collettività locali e al miglior godimento del parco da parte dei visitatori.
LE ZONE 3 individuano i Centri Rurali, i Nuclei e Borghi Costieri. Sono altresì incluse le aree delle infrastrutture portuali di Scauri e le caratteristiche infrastrutturazioni turistiche dei borghi costieri. In queste aree si applicano le disposizioni contenute nel Piano Regolatore Generale di Pantelleria.

Infine riportiamo le affermazioni del Ministro Galletti nel giungo del 2016:”La deliberazione del Consiglio dei Ministri sullo schema del provvedimento istitutivo del Parco di Pantelleria è la risposta forte, coesa, immediata che le Istituzioni danno al tentativo dei piromani di attaccare le risorse ambientali dell’Isola. Da quando il territorio pantesco è stato devastato dagli incendi dolosi in pochi giorni siamo riusciti ad imprimere l’accelerazione necessaria all’iter per la creazione del parco, affinché la tutela ambientale fosse una replica netta e inequivocabile alle mire criminali sull’isola. Lo Stato, la Regione, il Comune hanno dimostrato di saper fare fronte comune, di saper essere portatori di valori condivisi, di voler rendere ancora più del passato la risorsa ambiente motore dello sviluppo e del futuro di Pantelleria“.