Che, a suo tempo, la tamvia a Messina sia stata progettata male e realizzata peggio è il “segreto di pulcinella”.
Che siano state scelte vetture superate (ora infatti fuori produzione) è un’altra verità incontrovertibile.

La miopia degli amministratori e dei tecnici del tempo è evidente: le vetture scelte sono (chi lo sa il perché!) quelle che nello stesso periodo Rutelli non aveva voluto per Roma, a questo si aggiunge che i tecnici del Comune si sono accettati i pessimi lavori della tramvia senza battere ciglio …

Il risultato è che a Messina il Tram funziona male, la manutenzione è costosissima, i pezzi di ricambio introvabili mentre a Roma (linea 8) il Tram non viaggia mai vuoto, scorre come su un cuscino d’aria, passa ogni tre minuti, e non ha i pericolosi blocchi di cemento che separano la tramvia dalla zona riservata agli automobilisti.

Questo è lo stato dell’arte e numerose sono le voci che si fanno strada per la sua eliminazione: intanto la linea tramviaria sembra la Salerno – Reggio Calabria (almeno quella è terminata!) con cantieri e spese che non finiscono mai.

In una città normale sarebbe bastata l’intuizione di Siracusano, allora Presidente ATM,con il “velocittà” (sempre pieno) ed il raccordo con piccoli bus che avrebbero dovuto fare la spola mare/monte lungo i torrenti.

Bisognava però che cittadini responsabili e polizia urbana efficiente garantissero al n. 28 (velocittà) una velocità commerciale accettabile … ma siamo a Messina …