Il CSA accoglie con soddisfazione l’approvazione della norma sulla stabilizzazione dei precari delle autonomie locali, ritenendola un passo importante per il raggiungimento di quell’obiettivo per il quale migliaia di lavoratori lottano da troppo tempo.

Restano però da definire i percorsi relativi al personale ASU/LSU ed ai precari delle ex province (Figli di un Dio minore).

Per questi ultimi in particolare non si può prospettare alcuna procedura se non si procederà all’abrogazione dell’intero art. 2 della L.R. 27/2016, eliminando ogni riferimento a possibili esuberi fra il personale delle ex province e ridando a queste ultime la possibilità di programmare nuove assunzioni.

La norma non risolve inoltre a nostro avviso le problematiche relative alle varie tipologie di reclutamento, ed in particolare al rapporto fra le stabilizzazioni e le assunzioni dall’esterno : senza una circolare che ponga fine alle interpretazioni restrittive poste in essere da alcune amministrazioni la platea dei soggetti stabilizzati potrebbe ridursi.

Il CSA continuerà ad essere in prima fila affinchè la norma approvata non si traduca nell’ennesimo spot e tutto il personale precario trovi il legittimo e sospirato sbocco occupazionale