La grande emergenza lavoro. Messina sprofonda e la Cisl – quasi all’alba del 2017 – evidenzia l’urgenza di intervenire. Gli indicatori economico – sociali disegnano un quadro desolante: gli occupati, nel territorio messinese, sono circa 180.000, pari al 42% della popolazione, 30mila in meno negli ultimi dieci anni. Il tasso di disoccupazione è del 23% e quello giovanile del 49%, a fronte di una media italiana del 12% generale e del 29% giovanile. Insomma numeri che non lasciano tranquilli il sindacato di viale Europa.

«L’emigrazione, soprattutto dei giovani con media e alta formazione, l’impoverimento economico e sociale, la marginalità delle periferie, la criminalità penetrante, la precarietà, lo sfruttamento sociale sono solo la conseguenza del degrado e dello sgretolamento del tessuto produttivo», sottolinea il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese che evidenzia un aspetto paradossale dell’economia messinese in aumento.

«Crescono i depositi negli istituti di credito – spiega – i messinesi non investono nella crescita della propria realtà, preferiscono tenere i capitali inutilizzati piuttosto che fare impresa. Non c’è voglia di voglia di costruire e di scommettere su una città che ha potenzialità enormi, naturali, ma che vengono mortificate piuttosto che valorizzate. È questo il vero peccato».
Sono state tante le denunce della Cisl su una città schiava del bisogno, sull’immobilismo, terreno fertile per il malaffare e per i giochi politici di chi si serve delle persone ma non le serve. «Chi lavora in nero, chi formalmente in regola ma poi sfruttato per il bisogno e mortificato nella dignità vive in un silenzio straziante di paura e nessuna crisi può giustificare lo sfruttamento del lavoro. In troppi hanno e continuano ad abusare del termine crisi per approfittarne», è l’accusa di Tonino Genovese che per il 2017 chiede un cambio di approccio. «È l’ora di alzare la testa, di pretendere qualità, bellezza, vera occupazione, in una parola dignità di cittadinanza, senza cedere il passo alla corruzione del sistema economico, politico e sociale».

Uno scatto d’orgoglio, una tendenza positiva, un nuovo modo di pensare e vedere il lavoro per Messina. È questo che la Cisl vuole per il nuovo anno. «Serve buona volontà e convinzione, mettere insieme le forze buone, quelle che vogliono far vivere la nostra città. Il lavoro possiamo crearlo, abbandonando il disinteresse, il disfattismo e cambiando rotta diventando protagonisti di benessere. Ci sono cospicue risorse destinate al nostro territorio, non sprechiamole. Soprattutto spendiamole».

Genovese lancia anche una provocazione per superare il piangersi addosso tutto messinese. «Abbiamo poca produzione di beni e servizi? Cominciamo a valorizzare i nostri prodotti consumando a chilometro zero. Destiniamo le nostre spese a chi produce sul nostro territorio per aumentare la produzione e quindi il lavoro. Facciamo politica economica con il nostro portafoglio, ritrovando le nostre radici, partecipando alla ripresa, stimolando la crescita e gli investimenti».

Un appello alla fiducia perché, secondo il segretario generale della Cisl Messina, «non è mai troppo tardi per cambiare visione, strategie e impegno. E prendere in mano il nostro futuro. Mettiamoci al lavoro».