Ieri, a proposito dell’abbandono da parte di De Luca della sala dove Tempostretto aveva organizzato un confronto fra candidati a Sindaco, abbiamo pubblicato quanto riportiamo a fondo pagina.

Si tratta del comunicato dell’on. De Luca, trasmesso da un giornalista professionista suo addetto sampa, e di un video nel quale il direttore della testata, Rosaria Brancato, cerca di chiarire con il prof. Bramanti le “accuse” lanciate da De Luca.

Abbiamo ritenuto, come altri, di dare notizia di un fatto assolutamente grave denunciato dal deputato regionale: il tutto si è rivelato uno spiacevole equivoco, del quale chiediamo scusa pur non avendo espresso commenti ma solo riportato documenti altrui.

Abbiamo assistito poi, a Piazza Cairoli, al comizio di Trischitta che, da testimone, sembrava confermare la tesi di De Luca.

Poi, poco prima di mezzanotte, l’avv. Trischitta ha postato su Facebook quanto segue (di fatto una palese rettifica):

Allora, oggi ero seduto accanto a Bramanti ed è vero che aveva risposte scritte su vari argomenti e le teneva nascoste. Di questo ho scherzato anche con la Barrile. Quindi, è nato un equivoco : De Luca, giustamente, essendo più lontano ha pensato che fossero le risposte già pronte alle domande delle giornaliste, così come avevamo pensato in un primo momento anche io e la Barrile, invece erano risposte preparate su vari argonenti, tipo se mi chiedono questo rispondo così.
Il fatto che Bramanti coprisse con un foglio bianco le risposte ha accentuato le nostre perplessità.
In particolare, Bramanti, nel periodo in cui gli altri rispondevano, si leggeva la risposta che doveva dare. Quindi, De Luca è stato tratto in inganno ed ha reagito d’impulso perché si è sentito raggirato, ma non ha colpe, mentre la redazione di Tempostretto non ha dato le domande anticipatamente a Bramanti, perché, come ho detto, aveva diverse risposte preparate su diversi argomenti anche non oggetto delle domande poste. Infine, come ho detto oggi nel mio comizio, è incredibile che un candidato si prepari possibili domande e risposte scritte e non sappia rispondere direttamente . Comunque, le domande erano su argomenti di carattere generale di facile risposta e non erano particolari.”

Che dire?
Siamo stati indotti a prendere una brutta cantonata, ma riteniamo che se il candidati fossero stati più chiari, meno precipitosi, se l’armosfera elettorale fosse di leale confronto e non alla continua ricerca di “colpi di teatro”, quanto è successo non sarebbe accaduto.

Pur non avendo espresso giudizi e non avendo responsabilità alcuna porgiamo le nostre scuse ai colleghi di Tempostretto ed ai nostri lettori; diamo atto dell’onestà intellettuale dell’avv. Trischitta anche se lamentiamo un suo incomprensibile ritardo.

Più calma ed autocontrollo servirebbe a tutti anche alla luce del pericoloso clima politico nazionale che impone a tutti noi maggiore responsabilità.

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Ecco quanto pubblicato ieri:

L’on. Cateno De Luca lascia il dibattito organizzato stamani da Tempostretto.it perché contesta il fatto gravissimo che il candidato a sindaco Dino Bramanti avesse prima le domande rispetto agli altri candidati.

“Ho visto – spiega De Luca – per caso gli appunti del prof.Bramanti ed ho notato che aveva già le domande che sono poi state poste durante il dibattito con le risposte già (da lui?) preparate. Gli organizzatori avevano assicurato che avremmo avuto lo stesso tempo per esprimerci su determinati temi ma non erano stati anticipati quali sarebbero stati gli argomenti. Ho chiesto davanti a tutti a Bramanti di far vedere il taccuino ma non lo ha fatto, confermando i miei sospetti. Questo fatto è gravissimo perché aiutare un candidato rispetto agli altri è scorretto, mira a falsare il confronto e, soprattutto, rischia di mortificare tutti quei professionisti dell’informazione che fanno invece correttamente il proprio lavoro.”

“La medesima situazione – ha aggiunto Cateno De Luca – si è verificata per il sondaggio lanciato da tempostretto.it tra i suoi lettori di tutto il mondo. Tale consultazione, sia pure discutibile sotto il profilo tecnico, ha confermato il gradimento assoluto nei miei confronti, mentre il professore Bramanti era terzo e poi magicamente secondo con un pacchetto di mille voti farlocchi beccati prontamente dai tecnici di tempostretto ed eliminati il giorno dopo.

Comprendo che ancora la sig.ra Brancato sia rimasta legata al suo amore di cinque anni, fa tale Francantonio Genovese, ieri mentore e sponsor di Felice Calabrò, oggi di Dino Bramanti.
Lo comprendo umanamente, ma non posso giustificarla.
A nulla è valsa la mia richiesta al proprietario del giornale, Pippo Trimarchi, di chiedere a Bramanti di rendere pubblico il contenuto del suo taccuino con la mia disponibilità a chiedere pubblicamente scusa se mi fossi sbagliato. Altri del pubblico hanno chiesto a Bramanti di rendere pubblico il contenuto del taccuino, ma egli, sorpreso con le dita nella marmellata, si è prontamente rifiutato.
Evviva la legalità e la democrazia.”