La legge 23 novembre 2012, n. 215, ha introdotto disposizioni volte a promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nelle amministrazioni locali.

In esito a tale norma, il Sindaco ed il Presidente della Provincia sono tenuti a nominare la giunta nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi.

Con proposta di delibera di giunta municipale dell’01 marzo 2018, con proponente l’Assessora comunale alle Pari Opportunità, è stato approvato un atto di indirizzo politico contenente l’adesione al “Patto dei Sindaci per la parità e contro la violenza di genere” (Vedi) ;

In tale delibera di adesione al predetto Patto, il Comune di Messina si impegna, insieme agli altri Comuni, ad attivare tutte le “azioni finalizzate a promuovere una cultura di parità di genere, priva di stereotipo di genere, e progettare politiche pubbliche che riducano la disparità e assicurino il rispetto delle differenze affinché siano garantite le pari opportunità fra donne e uomini”.

Ebbene: letto questo formale impegno, non si può non evidenziare con estrema amarezza come un’Amministrazione che avrebbe potuto e dovuto essa stessa attuare in seno alla sua giunta fatti e comportamenti diretti ad assicurare il rispetto della parità di genere, in realtà si limiti a formulare delle asettiche adesioni a Patti intercomunali, che hanno un po’ il sapore della beffa. Infatti, da un lato si aderisce ad un progetto atto a ridurre le disparità tra uomini e donne, dall’altro questa disparità la si mantiene da anni.

Chi ha dimenticato che dopo la fuoriuscita dalla Giunta comunale dell’assessora Patrizia Panarello, la stessa è stata sostituita con un uomo? Chi ha dimenticato le parole del Sindaco Accorinti, che, quando doveva nominare il nuovo assessore al Patrimonio e alle Politiche del mare, ha detto alla stampa che ha scelto un uomo per non aver ravvisato donne all’altezza di quel compito? Chi ha dimenticato che l’attuale giunta comunale è composta da 7 uomini, oltre il Sindaco (che ha anche deleghe assessoriali) ed una sola donna?

Mi chiedo se una giunta prettamente “maschilista” abbia i requisiti per aderire ad un Patto nazionale tra Comuni in cui si dovrebbe impegnare a compiere azioni politiche che riducano la disparità di genere, e la risposta è certamente no!

Il Sindaco Accorinti e la sua giunta, al posto di mettere in campo sterili adesioni a patti nazionali per “far bella figura” e per dirsi progressisti in tema di parità di genere, avrebbero dovuto attuare, compiere, realizzare il principio di civiltà che tutela la presenza femminile nelle Istituzioni, non a parole ma con concrete azioni amministrative che, ahimè, in 5 anni non si sono viste. E ciò, nonostante svariati appelli e rimostranze della sottoscritta, come anche di alcune forze politiche, e, sopra tutti, della Consigliera provinciale di Parità, Mariella Crisafulli.

E che nessuno si trinceri dietro la scusa che in Sicilia non si applica la legge Del Rio, che impone espressamente la presenza femminile in giunta in misura non inferiore al 40% del totale. In ogni caso la norma regionale parla di rappresentanza femminile significativa, e una donna su otto componenti dell’esecutivo non rispetta neppure questo meno stringente requisito.

Da tutto ciò si trae solo un’amara domanda, al netto di proclami che hanno il sapore di campagne mediatiche preelettorali: l’attuale amministrazione comunale di Messina soffre per caso di misoginia?

La consigliera comunale
Antonella Russo