Caro Direttore,
approfitto di questo periodo nel quale i giornali non escono o riportano poche notizie per proporre alcune considerazioni che l’esperienza degli ultimi anni hanno reso più urgenti e che ritengo fondamentali per la “Democrazia”.

Mi riferisco ovviamene all’esperienza Siciliana dove, forti della Autonomia e dell’essere sede del più “antico Parlamento d’Europa”, spesso si rischia di riflettere poco sui valori reali della Democrazia e gli ampi poteri ad essa riconosciuti vengono sviliti.

Un esempio recente è dato dalle vicissitudini derivanti dall’approvazione della legge regionale n. 17 dell’11 agosto 2016.
La legge, anche in virtù del principio costituzionale del bilanciamento dei poteri, legava strettamente fra di loro le sorti dei Sindaci e del Consigli Comunali, contro il parere di alcuni (vedi Crocetta ed Orlando) che tendono a considerare i Consiglieri Comunali, se pur scelti con le preferenze, “figli di un Dio minore” riservando tutte le attenzioni ai Sindaci “eletti dal popolo” !

La circolare dell’Assessorato Regionale delle Autonomie Locali ( prot, n. 13571 del 16 settembre 2016) aveva precisato che, in virtù delle nuove norme (legge regionale n. 17 dell’11 agosto 2016) la cessazione anticipata per “qualunque causa”, tra cui rientra la mancata approvazione del bilancio di previsione, comporterà non solo lo scioglimento del consiglio comunale ma anche la cessazione anticipata della carica del Sindaco e della Giunta”.

La giunta della Regione siciliana invece, in un delirio di onnipotenza, ha bloccato la circolare interpretativa dell’assessorato agli Enti locali sulla decadenza dei sindaci in caso di mancata approvazione dei bilanci da parte del consiglio comunale.
Ciò in attesa di acquisire il parere del Consiglio di giustizia amministrativa !

Per la verità Crocetta giustificava il provvedimento con l’intendo di salvare un centinaio di Comuni siciliani (evidentemente con amministrazioni incapaci) mentre l’ANCI Sicilia guidata dal paladino Orlando decideva lo stato di guerra dichiarando che “avvierà azioni legali a sostegno dei comuni che proporranno il ricorso al Tar”.

In pratica i Sindaci, che sono eletti anche con il “trascinamento” dei candidati al Consiglio Comunale e non con i soli propri voti, per Crocetta ed Orlando contano più dei Consiglieri Comunali, unici eletti con scelta diretta e nominale da parte dei cittadini.

Il timore di “un uomo solo al comando” tanto strombazzato durante la Campagna referendaria ha contribuito fortemente a quel 71,6% raggiunto dal NO in Sicilia.
Si trattava di una interpretazione errata e strumentale (ma quanti avevano letto l’imbarazzante ed applaudita proposta della Bicamerale presieduta da D’Alema ?) tanto che ora a fronte dei pieni poteri ai Sindaci (anche se incapaci), che possono imporre ogni tipo di bilancio, nessuno si indigna …

E’ la democrazia, si dirà.
No, non è la democrazia.

E’ il populismo che avanza (e non guardo solo a Grillo o Salvini), è lo schiacciamento dei Partiti che hanno realizzato la Costituzione, è l’uso delle parole “Pace” e “Antimafia” per fini strumentali e personali, è il trionfo dell’immagine e delle parole sulla competenza e sui fatti.

Un cordiale saluto, caro Direttore, non volevo rovinarle le feste ma l’ipocrisia che  ci circonda ancora mi fa indignare …