Dicevamo che “L’obbligo di riservatezza voluto dal Segretario generale del Comune, Antonio Le Donne, sugli allegati della delibera che riguarda la Variante di Salvaguardia del Prg, è un “mostrum” giuridico e politico.”

Non ci sbagliavamo

Già l’Assessore De Cola ieri sera (VEDI) aveva parzialmente corretto il tiro e sconfessato il Direttore Le Donne.

Oggi scopriamo che la “rettifica” forse è frutto di una risposta “pesante” dell’Assessorato Regionale alla segnalazione dei Consiglieri messinesi (VEDI).

Scrive infatti il Dirigente generale del Dipartimento Urbanistica della Regione riferendosi alla lettera del Comune di Messina:

“… il riferimento alla Circolare ed il riportare tra virgolette ed in corsivo parte del testo della stessa appare quanto meno fuorviante ….”

“Non vi è poi alcun dubbio che l’obbligatoria deliberazione del Consiglio comunale di adozione della variante non possa che essere preceduta da ogni approfondita ed ampia conoscenza degli elaborati e degli atti complementari del progetto di Variante da parte dei consiglieri chiamati a votarla.”
Conclude “Si invitano quindi le SS.LL. a volersi attenere a regole comportamentali consone …. (omissis).. evitando citazioni non appropriate ne pertinenti…”

L’impressione non è solo di una risposta dovuta ma di un “sonoro ceffone” !

La Presidente Barrile interviene con prot. 64673 con la lettera (che riportiamo) al Sindaco ed al Direttore generale:
barrile-lettera002

Oggi con prot. 64854 alcuni capo gruppo hanno inviato la seguente lettera alla Presidente Barrile:

Si invita la S.S. a voler riferire ai Sigg.ri Capigruppo in merito alle determinazioni che il Sig. Segretario Generale intenderà assumere, alla luce della lettera prot.n° 4166 del 8.3.2017 del Direttore Generale del Dipartimento Regionale Territorio ed Ambiente, per poter avviare la trattazione della Variante di Salvaguardia.

In pratica non basta che De Cola dica “i Consiglieri possono, a semplice richiesta, avere copia integrale del documento su CD”, occorre che venga cassato l’obbligo di segretezza a carico del Consiglieri e che essi possano confrontarsi con esperti ed associazioni professionali …

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Architetto Prof. Giuseppe Fera (esponente PD):
DE COLA SMENTISCE SE STESSO E RENDE PUBBLICA LA VARIANTE

Giuseppe Fera

Giuseppe Fera

Purtroppo sono costretto a ricredermi. Ho sempre pensato che quella di Accorinti fosse una giunta di simpatici dilettanti allo sbaraglio che si sono trovati fra le mani responsabilità e compiti ben al di sopra delle loro capacità e della loro cieca visione ideologica del mondo. Ma adesso ho proprio la sensazione di un giudizio sbagliato, perché la protervia e l’arroganza con cui Le Donne e De Cola continuano a difendere la loro folle scelta di secretare gli atti della variante, mi stanno facendo pensare che non di dilettantismo si tratti ma di ben altro.

Una CARTA DEI VINCOLI (perchè di questo in sostanza si tratta e non di variante) che poteva essere redatta dagli uffici tecnici ed esitata dal consiglio comunale nel giro di pochi mesi resta ancora al palo a causa dei teatrino e delle ridicole farse poste in atto dall’assessore.

Vuoi vedere che il vero obiettivo era proprio non farla approvare?

In fondo la delibera salvacolline, voluta occorre ricordarlo dalla giunta Buzzanca, e non da Acorintiledonnedecola è una patata bollente che l’Assessore alla Salvaguardia sta cercando in tutti i modi di non fare approvare, riuscendoci perfettamente.

Mi chiedo: altro che ambiente! Quali interessi si vogliono salvaguardare?
Quando sarà resa possibile, la lettura delle carte forse ci darà una risposta

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“Il “j’accuse” di CapitaleMessina sul PRG segreto “:

“Condivisione dal basso”, “trasparenza”, “Open Data”. Parole, parole, parole.
Perché quando invece è necessario deliberare sullo strumento urbanistico più importante degli ultimi anni, la Variante al Piano Regolatore Generale, l’Amministrazione Accorinti fa resistenza e si oppone al principio di trasparenza degli atti della Pubblica Amministrazione con contorcimenti burocratici e capitomboli normativi.

Vediamo come stanno realmente le cose. Finalmente, dopo anni di gestazione a causa dell’inerzia ed inefficacia dell’Amministrazione, giunge in dirittura d’arrivo il provvedimento della Variante di salvaguardia del PRG, detta anche variante “salvacolline”. Ma a chi desidera conoscerne il contenuto si oppone un deciso “niet”: gli atti sono secretati.

In risposta alle legittime rimostranze di professionisti, consiglieri comunali, cittadini, che si richiamano alle norme europee e nazionali che garantiscono il dovere di trasparenza delle pubbliche amministrazioni, l’Amministrazione resiste opponendo il parere di una circolare del 2015 dell’assessorato regionale al Territorio.

Ma come si legge oggi sulla stampa cittadina, il Dirigente regionale responsabile sconfessa la Giunta comunale dichiarando quella circolare superata e invalidata da una successiva del 2016.
Bene, tutto chiarito? Si ripristina il diritto dei cittadini all’accesso agli atti? No, non sembra così.
Infatti l’assessore al ramo De Cola, in un comunicato stampa, ribadisce la posizione dell’Amministrazione sostenendo che gli atti del PRG rimangono secretati tranne che per i consiglieri, ed i cittadini potranno conoscerli solo dopo l’approvazione del Consiglio Comunale. Inoltre invita a non frapporre ostacoli che facciano perdere ulteriore tempo per l’approvazione della “Variante”.

All’assessore vorremmo replicare che non è certo un bell’esempio di democrazia quello di precludere ai semplici cittadini la possibilità di partecipare al dibattito sull’approvazione del più importante strumento urbanistico; e vorremmo, inoltre, suggerirgli che la partecipazione democratica non è mai una perdita di tempo! Ricordando, oltretutto, quanto tempo si è perso, invece, per la irragionevole resistenza dell’assessore stesso a richiedere la VAS alla Regione.
A questo punto da cittadini chiediamo chiarezza su questi temi, ma non all’assessore perché non ci interessano ulteriori bizantinismi tecnici, ma al responsabile politico della Giunta, ovvero Renato Accorinti.

Condivide il Sindaco della città questa ingiustificata volontà di negare ai cittadini il diritto alla conoscenza di atti di interesse generale? E se condivide, ce ne spieghi le motivazioni politiche!
Perché a questo punto due sono le possibilità: o l’Amministrazione insiste a voler mantenere il PRG segreto per qualche interesse, ma questo non vogliamo pensarlo, o per precisa scelta politica. Tertium non datur!