Da un lettore attento ai fatti di Messina riceviamo le seguenti considerazioni :

Il termine guitto, genericamente, definisce la condizione di chi vive in maniera misera e sporca.
Nel gergo teatrale veniva adoperata un tempo (oggi molto meno) per definire in senso abbastanza dispregiativo un attore di basso livello e poco preparato la cui recitazione era comunque considerata sopra se non, talvolta, fuori le righe.
In tempi più recenti questa figura artistica è stata rivalutata, grazie anche ad attori che, ispirandosi alla tecnica recitativa dei guitti di un tempo, ricca di sfumature e improvvisazioni, quindi un pò naif (ma neppure troppo, come si vedrà), hanno restituito nuovo lustro a questa figura.

guitti-imagesSolitamente nomade, nel medioevo il guitto usava trasferirsi da una località all’altra seguendo le cosiddette compagnie di giro. In tempi più recenti, sono stati considerati guitti anche attori dialettali, di rivista e di avanspettacolo (alcuni nomi: Erminio Macario, Walter Chiari, Cesco Baseggio e Carlo Dapporto).
Così oggi il guitto non è considerato un attore di categoria inferiore; anzi, tutt’altro. Basti pensare che, se fatta derivare dall’antica Commedia dell’arte (che ha generato una serie infinita di macchiette regionali e che ha un capostipite nelle burle di Arlecchino), la figura ne esce inevitabilmente nobilitata diventando addirittura un modello di recitazione seguito e apprezzato (e i moderni comici di cabaret ne sono una testimonianza neppure troppo indiretta).

Altri esempi principe di recitazione guittesca, ricca di gigioneria e ammiccamenti, sono venuti – sopra tutti – da Ettore Petrolini, Gilberto Govi, Totò, Peppino De Filippo, Alberto Sordi, Aldo Fabrizi e – per le indubbie doti mattatoriali – da attori del calibro di Vittorio Gassman e Vittorio De Sica.
In questo senso, maggior lustro al termine deriverebbe ancora se si includessero i nomi di attori teatrali o cinematografici di assoluta popolarità, caratteristi come Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Mario Carotenuto, Alberto Lionello, Ave Ninchi, Paolo Panelli, Tina Pica, Bice Valori, e così via.

In definitiva, eredi diretti dei guitti possono considerarsi molti interpreti sia maschili che femminili (con particolare riferimento per queste ultime ad attrici del valore di Franca Valeri, Dario Fo, Enrico Montesano, Carlo Verdone, Pippo Franco, Sabina Guzzanti, Luciana Littizzetto, Paolo Villaggio, Paola Cortellesi, Maurizio Crozza), e altri ancora, taluni solitamente considerati appartenere alla categoria degli attori comici impegnati per lo più in film di genere (non escluso quello del cinema definito boccacesco degli anni settanta che ha visto in Alvaro Vitali con il suo Pierino la peste – sempre alle prese con insegnanti e infermiere in minigonna – uno dei propri epigoni).”

Il nostro lettore ci invia queste interessanti considerazioni in concomitanza con l’interessamento della Magisratura ai Bilanci della Giunta Accorinti e le dichiarazioni del Sindaco (VEDI) e prosegue:

“Accorinti ripete come un mantra e con lo stesso tono utilizzato in ogni occasione, frasi fatte degne dei peggiori politici.
Sono sereno e ho fiducia nella magistratura” “anche in questo caso ci rafforzeremo“: mi sembra “cetto la qualunque.”
Comunque spero che i magistrati valutino con serenità i singoli comportamenti.”

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Sembra (ma è casuale) far eco un post su Facebook di Antonella Russo, capo gruppo PD in Consiglio Comunale:

Russo-post“Doveva arrivare il neo assessore al bilancio calabrese perché io sentissi dire che l’invio degli ispettori del Ministero dell’Economia e Finanze a Messina era un atto dovuto e certamente foriero di benefici per la chiarezza dei conti pubblici!
La Gazzetta del Sud pubblica oggi le sue dichiarazioni!
Sono anche contenta delle iniziative prese dall’On. Germanà, che da ottobre 2016 chiede l’invio a Messina degli ispettori ministeriali.
Tengo solo a precisare che la sottoscritta ha tentato da sola dal MESE DI GIUGNO 2015 di far arrivare in città gli ispettori del MEF, ed ha anche proposto una delibera di consiglio comunale che è stata bocciata!!! Negli ultimi giorni le cose sono totalmente cambiate, e chissà se qualcuno avrà l’onestà intellettiva di ammettere che la mia proposta sull’invio dei controlli ministeriali sui conti pubblici del comune, dal 2013 in poi, non era poi così peregrina, e forse andava condivisa…”