Gentile redazione,
forse pochi messinesi sanno che la zona nord della città di Messina era abitata un tempo da pescatori e ornata da meravigliose ville padronali.

I danni fatti nel passato come la costruzione di alcuni complessi costruiti negli anni 70/80 sono niente al confronto di ciò che è accaduto negli ultimi vent’anni. Un disastro così mostruoso da cambiare totalmente la geografia del luogo.

Il primo villaggio che si incontra percorrendo la via Consolare Pompea è Paradiso. La sua denominazione nascerebbe secondo alcune fonti, da un podere acquistato dal cavaliere Don Raimondo Marquett che proprio lì edificò una sontuosa villa, talmente bella da essere definita “Paradiso”.

Percorrendo la Consolare Pompea fino a Ganzirri incontriamo Villa Cardillo, le due Ville Savoja, e Villa Florio uno dei pochi esempi di stile liberty puro.

Poi si arriva al complesso di Villa Pace oggi proprietà dell’Università, ma in passato dimora di importanti personaggi legati alla storia come il Kaiser Guglielmo II. A Sant’Agata, un’altra serie di Ville caratterizza l’intero villaggio. Villa Martines in stile liberty con riferimenti orientali, Villa Garnier, Villa Falchi, Villa Basile.

Dieci chilometri di litorale un tempo disseminati da residenze nobiliari di una bellezza urbanistica meravigliosa, affogate nel cemento delle moderne lottizzazioni che hanno sfregiato una città unica nel suo genere.
Cordialmente

Emanuele Ferrara da Prato