Vittoria importantissima, ma il CdM può e deve fare di più

Certamente il pessimo terreno di gioco del Franco Scoglio incide fortemente, troppi i controlli e i passaggi elementari sbagliati, troppi i falli inutili da entrambe le parti. Non è stata una bella partita!

L’Igea, inferiore sul piano tecnico rispetto al Città, ha puntato tutto sull’agonismo, condito da tantissimi falli, sceneggiate e perdite di tempo prima per difendere il momentaneo vantaggio, poi il pareggio. Tatticamente, palla avanti e pedalare, forte degli ottimi Asprilla, Velardi e Giambanco.

   Il Città, sorpreso dalla partenza garibaldina dell’Igea, ha giocato con troppe pause da crociera per tutto il primo tempo. Evidente la poca mobilità a metacampo, presidiato peraltro dalla Igea con almeno un uomo in più.

Nel primo tempo pochi i tiri in porta. Al 7° l’Igea concretizza la propria superiorità territoriale portandosi in vantaggio : Asprilla difende un ottimo pallone sulla destra , porge ad un compagno che tira, Bombara tenta di respingere, dopo un rimpallo la palla giunge a Dodaro sul dischetto del rigore, tiro forte e preciso nell’angolino sinistro, imparabile per Paterniti. Rete. Città 0 – 1 Igea.

Il Città subisce il colpo. Reagisce solamente al 12° con una bella incursione di Galesio che intuisce senza però intercettare la palla indirizzata all’indietro al portiere Coppola e al 15° con un bel tiro di Calcagno che calcia una punizione di poco alta sulla traversa.

   Il goal del pareggio per il Città arriva al 41° : il cross di Crucitti, deviato, finisce sulla traversa e va in corner, Ferraù batte, Galesio insacca da distanza ravvicinata.

Il secondo tempo si perde tra i soliti falli, le perdite di tempo e tutte le sostituzioni possibili. Il goal della vittoria per il Città arriva al 34° : calcio lungo di Ferraù a cercare Fragapane che mette di testa al centro, sulla palla si avventa Codagnone che salta più in alto di tutti e insacca. Città 2 – 1 Igea.

Negli undici minuti finali e nei sei di recupero il Città potrebbe raddoppiare. Non ci riesce e va in affanno tanto da subire la reazione dell’Igea. In più di una occasione ci pensa Paterniti a sbrogliare la matassa, salvando il risultato specie al 45° quando respinge prima di piede da distanza ravvicinata e poi blocca sulla ribattuta avversaria.

   L’Igea Virtus ha tutte le carte in regola per salvarsi.

Il Città, con una bella società dietro e un ottimo allenatore, può aspirare a posizioni prestigiose. Tutti i giocatori meritano la sufficienza, eccetto Paterniti risultato il migliore in campo. Ma c’è gente che ha i numeri per fare meglio. Per esempio Fragapane, partito troppo in surplace o Berra troppo compassato o le due punte che sui lanci ricevuti, piuttosto che proteggere il pallone per consentire alla squadra di verticalizzare, allungavano palloni facili prede della difesa avversaria.

Infine un giudizio sull’arbitro, la signora Maria Sole Caputi di Livorno : meticolosa e puntuale, ha tenuto in pugno una partita non facile. Voto 8.

 

MARCATORI : 7° Dodaro, 41° Galesio, 34° st  Codagnone

CITTA’ DI MESSINA:  Paterniti, Crucitti (62° Fofana), Fragapane, Bellopede (46° Dama), Berra, Bombara (77° Costa), Nicosia, Calcagno (58° Cangemi), Galesio, Ferraù, Codagnone (82° Silvestri). Allenatore: Furnari.

IGEA VIRTUS: Coppola, Allegra, Akrapovic, Dodaro, Bucca, Diamoutene, Calabrese (67° Salifou), Giambianco, Grosso (74° Mancuso), Velardi (24° Pisaniello), Asprilla. Allenatore: Tedesco.

ARBITRO: Mariasole Caputi di Livorno. ASSISTENTI: Daniele Bianchini di Frosinone e Federico Fratello di Latina.