Anche chi non ha mai militato nel Partito Radicale o nei movimenti da lui ispirati non può non dire “grazie” a Marco Pannella, “eroe dei diritti civili”.

Una vita contro corrente in difesa dei “diritti”, un democratico ante litteram che credeva nel diritto dei singoli e delle comunità come elemento fondante di una società civile.
Per lui i diritti non erano ne di destra ne di sinistra: erano i diritti e basta.

Deputato dal 1976 al 1992, Marco Pannella è stato uno dei protagonisti delle battaglie civili degli anni settanta e della fase di transizione tra la prima e la seconda Repubblica.
La sua azione politica lo ha portato a essere stimato come leader politico per aver fatto costantemente ricorso ai metodi della lotta politica non violenta, famosi ripetuti ed alcune volte angoscianti i suoi “digiuni”.
Memorabile la battaglia per la legge sul divorzio.
Il deputato socialista Loris Fortuna presentò nel 1965 una proposta di legge volta ad introdurre, in casi limitati, lo scioglimento del matrimonio.
I radicali, guidati da Pannella, si resero conto che era possibile trasformare quello che per lunghi anni era stato un fatto privato in un problema di carattere sociale.

Pannella ed i sui amici iniziarono una lunga ed impegnativa azione nel paese dominato dal pensiero della gerarchia vaticana e con una sinistra politica ancora troppo timida sull’argomento.

Grazie al su impegno, al suo testardo saper parlare con tutti, nel 1970, una maggioranza parlamentare che comprendeva il PCI, il PSI e il PLI, approvò la legge sul divorzio, ricordata anche con il nome di “legge Fortuna-Baslini”.
Una vittoria di civiltà, una vittoria degli italiani ma anche una vittoria di Marco Pannella
Come dimenticare poi le battaglie per la legge sull’aborto, contro la fame nel mondo e la costante campagna per la giustizia e contro le carceri repressive.

Grazie, Marco Pannella, per il coraggio sempre dimostrato in battaglie di civiltà che spesso ti vedevano minoritario sulla scena politica ma che incidendo profondamente nella coscienza civile del Paese davano la sveglia a movimenti e partiti tanto da diventare piano piano maggioranza, tanto da trasformarle anche in legge.