Prof. Trento: “il mercato del lavoro non funziona e il mercato degli immobili non è adeguato”

Secondo l’ultimo rapporto Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno), i flussi migratori in Italianel 2009 registrano la crescita dei rientri da Nord a Sud, arrivati nel 2009 a 55 mila unità rispetto a 50 mila dell’anno precedente. Nel 2009 dal Sud al Nord si sono trasferite 8 mila persone in meno rispetto al 2008.

Questi dati riflettono le nuove condizioni del lavoro sul territorio nazionale: contratti a tempo determinato e stipendi che si abbassano, per cui emigrare continua a rappresentare la soluzione alla cronicità dello stato di disoccupazione nel Mezzogiorno, ma non è detto che in tal modo si riesca a risolvere definitivamente il problema.

Conclusioni che trovano conferma in altri dati: il 70% dei giovani italiani fino a 34 anni vive ancora con i genitori;  i costi d’affitto di un immobile in una città italiana, come Roma, Milano o Torino, può costare dai 650 ai 900 euro al mese, spese escluse, vale a dire una cifra spesso superiore allo stipendio di ingresso di chi ha un lavoro precario.

“Il punto vero del problema non è lo scarso spirito di autonomia dei giovani italiani, come sostiene il ministro Brunetta.  La tendenza è dovuta al mercato del lavoro che non funziona e al mercato degli immobili non adeguato”. Lo dichiara il professore Sandro Trento, dal 1990 al 2006 consulente per il Servizio studi di Bankitalia e nel 2007 direttore del Centro studi di Confindustria. L’onorevole Massimo Donadi dell’Italia dei Valori lo ha invitato a collaborare con il movimento di Di Pietro e in uno dei suoi primi interventi il professore Trento mette l’indice contro la flessibilità e avanza la sua correzione ad un sistema che vede nella mobilità delle persone la nuova frontiera del mercato del lavoro, ma di fatto fa poco per favorirla.

Il professore Trento rivolge la sua attenzione al mercato immobiliare. Non bastano le azioni dirette a favorire la crescita dell’occupazione a tempo indeterminato, se un canone di affitto assorbe circa la metà del reddito percepito. Occorre dunque agire sul mercato degli affitti. Innanzitutto, spiega il professore Trento, “riducendo la tassazione per incentivare i proprietari delle case a ridurre i canoni di locazioni, quindi studiando un sussidio  economico per i lavoratori che devono pagare un fitto”.

Il professore Trento parla tanto di “giovani” nel suo intervento: ma la parola suona piuttosto retorica in una società dove un lavoratore a cinquanta anni entra in Cassa Integrazione consapevole che non rientrerà più nel mercato del lavoro.

”Queste sono azioni concrete di sostegno- conclude Trento- non le prediche moraliste di Brunetta e del Governo, che rimproverano ai giovani di rimanere a casa coi genitori quasi che fosse interamente colpa loro”.