Intervista ad Angela Manca, dolcissima mamma di Attilio Manca, uno degli urologi più giovane e quotato in Italia, trovato morto a Viterbo l’11 febbraio 2004. Angela e la sua famiglia, non hanno mai smesso di cercare la verità sulla strana morte del figlio e soprattutto su quelle che sembrano essere state delle gravi mancanze dello Stato e delle Istituzioni. La morte del giovane medico sembrerebbe fin troppo chiara, si sarebbe trattato di un omicidio strettamente collegato alla latitanza di Bernardo Provenzano, ma stranamente si parla di morte per overdose, Overdose, anche se pare ci siano molteplici e chiari gli indizi che fanno credere che Attilio “sia stato suicidato”.

Angela Manca

Angela Manca

“Attilio prima è stato picchiato selvaggiamente e dopo è stato suicidato con la droga”. ”Provenzano stava parlando, ma lo hanno massacrato di botte e non ha parlato più”

 

Cara Angelina che tipo era Attilio ?
Era un ragazzo sereno,allegro e giocoso, intelligente con molta voglia di scoprire nuovi orizzonti, tanto che si laureò in medicina e si specializzò in urologia molto rapidamente; ad appena 32 anni, dopo aver frequentato dei master negli Stati Uniti ed in Francia, divenne uno tra i migliori urologi d’Italia. A meno di 32 anni fece il primo intervento in Italia per via laparoscopica per il tumore alla prostata. Attilio era l’unico medico in Italia in grado di operare con quella tipologia di intervento. La sua ricerca non si fermava mai. Purtroppo nel caso di mio figlio essere il più bravo non gli ha portato bene.

Attilio è morto per overdose, si è suicidato o è stato suicidato?
Attilio è morto per overdose, perché nel suo organismo è stata trovata eroina, ma non era assolutamente un tossicodipendente. Attilio era mancino, impugnava il bisturi con la sinistra, dettaglio che è sfuggito a chi iniettò nel braccio sinistro di mio figlio la droga e forse a chi ha svolto le indagini. Prima è stato massacrato di botte e dopo gli hanno iniettato l’eroina. E’ stato suicidato con la droga. Pastoia ha fatto la stessa fine, costui era il braccio destro di Provenzano ed il giorno dopo aver detto che Provenzano era stato visitato da un urologo nel suo rifugio,è stato … , si è suicidato anch’egli.

Cosa c’entra Ugo Manca con la morte di tuo figlio e chi è Ugo Manca?
Dal primo momento Ugo Manca ha avuto un comportamento strano. Non so per quale motivo il primario dell’ospedale Belcolle si è messo in contato con lui per digli che Attilio era morto. Mi piacerebbe sapere come aveva questo punto di riferimento. Il padre di Ugo Manca ha avuto la notizia della morte di mio figlio due ore prima di noi. Ugo Manca si è precipitato a Viterbo dopo la morte di Attilio, ha cercato in tutti i modi di entrare nella casa di Attilio, è andato addirittura dal Pm Petroselli per chiederne il dissequestro, con la motivazione che doveva prendere gli indumenti per vestire mio figlio. Tutto questo senza che noi ne fossimo messi al corrente. Aveva fretta di portare la salmain Sicilia. Ugo manca è stato per tutto il giorno a casa nostra con un amico che stranamente era venuto dalla Svizzera per confortarlo della grave perdita.

Ugo Manca è un vostro cugino?
Si! Un cugino lontano, veramente a casa nostra non è mai venuto. Forse con Attilio si vedevano fuori, ma mai a casa nostra.

Angelina quando si è delineata l’ipotesi che Attilio sia stato ucciso dalla mafia e che la sua morte potesse essere legata alla latitanza di Bernardo Provenzano?
Dopo qualche giorno al commissariato di Barcellona ci hanno detto che Attilio era stato ucciso, anche a Viterbo si parlavo di omicidio. Anche l’ispettore dott. Gava ci disse che Attilio in quella casa non era solo, perché c’erano evidenti segni di colluttazione. Successivamente hanno cambiato versione, evidentemente sono arrivate le pressioni per insabbiare e nascondere.

Pochi giorni fa, la Corte d’Appello di Messina ha ridotto la pena a Rosario Pio Cattafi, nel processo scaturito dall’operazione “Gotha 3”, i giudici non credono sia un capo mafia, tu cosa ne pensi?
Sono rimasta basita e sono molto indignata, ci sono tantissimi pentiti che parlano di Cattafi come il capo dei capi della mafia barcellonese, di collegamenti con i servizi segreti deviati, di massoneria, di traffico internazionale d’armi. Non è normale che venga tutto messo a tacere per dire che era un semplice affiliato. Trovo sempre più delusione verso un certo tipo di magistratura che prende decisioni alquanto fuori luogo. La stessa cosa è avvenuta con mio figlio, prendono decisioni che non corrispondono alla realtà.

Ogni tanto spuntano nuovi testimoni che fanno dichiarazioni sulla morte di Attilio, cosa vuoi dire in proposito?
In questi anni ci sono stati diversi pentiti, ma le loro dichiarazione non sono mai state prese in considerazione, come ad esempio la presenza di Provenzano a Barcellona. Il penultimo è stato Setola che ha dichiarato tutta la verità su Attilio, ma quando ha chiesto la protezione sui familiari e gli è stato risposto che prima avrebbero dovuto valutare l’attendibilità delle sue dichiarazioni, Setola ha smesso di collaborare. Poi anche Lo Verso durante il processo Borsellino quater ha fatto delle dichiarazioni spontanee, dichiarando che Provenzano, al ritorno di un suo viaggio, gli regalò una statuetta della Madonna che potrebbe ricondurre alla morte di Attilio Manca. Perchè nessuno gli chiese il significato di questa dichiarazione? Perchè nessuno lo ha mai interrogato?

La vostra famiglia ha sempre parlato di insabbiamenti, ma che danno ne avrebbe Bernardo Provenzano dall’attribuirsi anche l’omicidio del giovane medico che gli salvò la vita?
Provenzano non ne avrebbe nessun danno, sono gli apparati istituzionale che non vogliono che si arrivi alla verità. Se si dovesse scoprire chi ha ucciso Attilio Manca si arriverebbe a scoprire chi ha protetto la latitanza di Bernardo Provenzano. Uscirebbero nomi di politici, magistrati, appartenenti alle forze dell’Ordine, Provenzano stava parlando. Quando Sonia Alfano è andata a trovarlo in carcere, Provenzano stava parlando, ma lo hanno massacrato di botte e non ha parlato più.

Secondo te, Attilio ha operato Bernardo Provenzano?
Attilio Manca era l’unico medico in Italia in grado di operare con quella tipologia di intervento. Non so se lo ha operato, ma era certamente a Marsiglia perchè ci ha telefonato per ben due volte da quella città. Anche questo delle telefonate è un mistero, ne abbiamo parlato anche all’allora Procuratore Nazionale antimafia Grasso, oggi Presidente del Senato, chiedendo di aiutarci a prendere i tabulati telefonici, la sua risposta fu che ci avrebbe aiutato nel momento in cui saremmo riusciti ad entrarne in possesso. La Procura non ha mai voluto acquisire questi tabulati telefonici, chissà perché? Grasso fu a Marsiglia per vedere dove e chi aveva operato Provenzano. Risultò che era una clinica privata nella quale erano stati operati altri mafiosi. Anche Saviano nel suo libro”Gomorra” parla di questa clinica nella quale era stato operato un camorrista. Evidentemente c’erano delle protezioni! Grasso dovrebbe sapere, ed in ogni caso avrebbe potuto sapere. L’avvocato Repici ha chiesto alla Procura Distrettuale antimafia di Messina l’acquisizione di questi tabulati. I tabulati telefonici sono a Messina, ma la Procura di Viterbo non li ha voluti e non li ha mai richiesti. L’anno scorso ho chiesto anche a Pignatone di acquisirli, ma ancora non ne sappiamo nulla. Inoltre non comprendo perchè Pignatone non vuol tenere in considerazione le dichiarazioni di Setola.

Il dott. Gava attesterebbe che Attilio si trovava in ospedale a Viterbo nei giorni in cui Provenzano venne operato a Marsiglia di tumore alla prostata?
Il dott. Gava ha dichiarato il falso quando ha dichiarato che Attilio si trovava a Viterbo, infatti con l’aiuto della trasmissione “Chi lo ha visto” si è scoperto che Attilio in quei giorni non era in ospedale.

Da un esame tricologico risulterebbe che tuo figlio era un tossicodipendente?
Tra i tanti misteri c’è anche quello dell’esame tricologico,questo esame è venuto fuori dopo sette, otto anni, ma in effetti non esiste. L’avvocato Fabio Repici mi ha detto che l’esame tricologico non esiste nella documentazione, è solo un altro falso.

Cosa ne pensi del pubblico ministero Petroselli?
Petroselli? Spero che il suo comportamento sia dovuto ad incompetenza, perché nella sua carriera non si è mai imbattuto in un delitto di mafia, spero che non sia per altri motivi. Non ha avuto un atteggiamento serio ed equilibrato nei nostri confronti, noi siamo stati buttati fuori dal processo come parte civile, si sta facendo il processo solo con quelli che accusano mio figlio. Mi ha detto Antonio Ingroia, il nostro ”secondo” avvocato che non era mai successo in Italia che la parte civile fosse buttata fuori da un processo. Sicuramente non è un magistrato serio e soprattutto sensibile.

Oltre al bravo Fabio Repici, avete come avvocato, Antonio Ingroia, credi che si possa arrivare alla verità e ad ottenere giustizia per tuo figlio Attilio?
Antonio Ingroia dice che l’omicidio di Attilio è una piccola appendice della trattativa stato-mafia. Per questo è molto difficile arrivare alla verità, ma non è impossibile.

Cara Angela, fatti una domanda e dai una risposta.
Pensi che la verità, sulla morte di Attilio, alla fine verrà fuori?
Non potrò ridare la vita ad Attilio, ma in questi anni non ho mai perso la speranza di dare la dignità a mio figlio e mi batterò per ridare quella dignità che hanno in tutti i modi cercato di togliergli. Col tempo la verità verrà fuori, sono certa che appena verranno meno gli interessi di quelli che ci sono adesso, la verità verrà fuori.