Gentile Signor Direttore,
negli anni 60 casa mia era frequentata da alcuni noti personaggi della Messina altolocata che si servivano dell’innato talento di mia madre, Santina Passeri in Ferrara, una sarta raffinata e scrupolosa che ha avuto il privilegio di vestire alcune fra le famiglie più in vista della città.
Emanuele Ferrara

Emanuele Ferrara

Ricordo come se fosse ieri, il salotto di casa mia ben arredato come stanza delle prove, con un bellissimo specchio ovale nell’angolo. Un divano con due poltrone molto grandi color canarino completavano l’arredo. Sono ricordi di un’infanzia felice e spensierata che raffiorano spesso nella mia mente insieme ai suoni di quelle voci e di di quelle parole che non potrà mai dimenticare.

Non è frivolo ricordare che in quegli anni le donne della Messina bene portavano l’abito lungo da sera all’Irrera Mare nelle lunghe serate da ballo. Adesso le occasioni per poter indossare quei capi sono quasi completamente scomparse. Anche questo è il segno dello splendore di un tempo che non c’è più, di una bella favola che spero possa un giorno essere nuovamente raccontata.
Ma veniamo a mia madre.
Una delle signore più illustri che mia madre ha avuto il piacere di vestire, era la moglie dell’on. Gaetano Martino, il noto politico messinese che dette vita al Mercato Comune Europeo. Frequentava casa mia anche l’on. Simona Mafai moglie dell’indimenticato Pancrazio De Pasquale segretario cittadino e poi regionale del PCI.
Poi ricordo la sig. Adele della nobile famiglia Alcontres che abitava nell’ultimo lembo della Villa Liberty confinante con la chiesa di San Giuliano a Piazza Vittoria. Ma quella che mi rivolgeva sempre le sue attenzioni era la signorina  Milanese amica di Miriam Mafai sorella di Simona Mafai. E poi c’erano le sorelle Greco, due professoresse del Giovanni Pascoli, una insegnamente di italiano e latino e l’altra di spagnolo. Queste erano alcune delle donne più in vista che frequentavano casa mia, insieme ad altre meno conosciute.
 Ma il fascino della Messina di quesi tempi era il Viale San Martino che si illuminava di colori sfavillanti  con le sue vetrine, quelle ampie e luninose vetrine che esponevano ogni tipo di merce. Vetrine di negozi alla moda, che facevano tendenza e imponevano il gusto, vetrine che si coloravano di toni diversi a seconda delle festività, vetrine che ti facevano ricordare che si stava avvicinando il Natale o la Pasqua, vetrine che ti richiamvano alla memoria i tempi quando mia madre mi comprava il vestito della domenica o il cappotto alla moda da Rotino o da Arcidiacono, oppure ai grandi magazzini Piccolo, nei pressi di quel negozio di Caffè Barbera che profumava l’aria e rinfrancava l’anima. Questi sono i ricordi della mia infanzia a Messina, mia amata città, ricordi incancellabili e meravigliosi. Cordialmente
Emanuele Ferrara da Prato