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E’ la prima causa di morte infantile, prevalentemente colpisce in età prescolare ma si può manifestare in ogni fascia d’età, attualmente i casi in Italia sono tra i 110 – 150 l’anno e soltanto 30 su 10 vengono salvati: il neuroblastoma è un tumore maligno che colpisce il sistema nervoso simpatico, si localizza solitamente all’addome, al torace e al collo, ma nel primo caso le possibilità di sopravvivenza sono minime.
I sintomi non sono facilmente riconoscibili, infatti, non è semplice diagnosticarlo “Generalmente sono le madri ad accorgersi della malattia del figlio” spiega Enza San Filippo, responsabile regionale dell’Associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma “febbre, anemia, mancanza di appetito, sono facilmente confondibili con altri tipi di malattie”. La fascia d’età maggiormente colpita è intorno ai due anni: fino al primo anno di vita le possibilità di guarigione sono circa il 80%, superata quella soglia diminuiscono sempre di più. La ricerca ha fatto grandi passi avanti, nel corso degli anni, ma gli aiuti offerti dallo Stato italiano sono davvero pochi. “L’associazione nasce nel 1993 dalla disperazione di noi genitori” continua Enza San Filippo “è stata costituita da un gruppo di venti persone ed ha raggiunto, attualmente, i 110, 115 mila membri associati. Gli aiuti vengono offerti sia da aziende private che da volontari, volontari che spesso non hanno avuto casi di neuroblastoma in famiglia, ma che sono fortemente vicini alla nostra sofferenza”.
Le attività di sensibilizzazione per la raccolta fondi vengono effettuate sia durante le vacanze di Natale che durante le vacanze di Pasqua, e sono queste che permettono alla ricerca di proseguire. È presente anche uno stand alla 71esima Fiera Campionaria di Messina: “I risultati che stiamo avendo non sono quelli che speravamo. Siamo stati assegnati al padiglione sedici, in fondo alla fiera, insieme a tutte le altre associazioni, la gente quando arriva all’ingresso invece di entrare prosegue dritto”.
L’impegno dell’Associazione è grande, ma un maggiore sostegno da parte delle Autorità e del Governo contribuirebbe a un maggiore sviluppo nel campo della ricerca.