Riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione di padre Salvatore Resca, Vice parroco della Parrocchia Santi Pietro e Paolo, Catania, in occasione della festa di Sant’Agata:
L’uomo religioso dice a Dio: “Ecco il mio voto, la mia offerta, la mia candela… tu, in cambio mi devi benedire, mi devi aiutare, devi risolvere i miei problemi, devi cambiare la testa della gente…, devi farmi trovare l’amore, quello giusto, il lavoro, la casa, devi farmi vincere un terno al lotto, devi guarirmi dalla malattia…”.
L’uomo di fede dice a Dio: “A Te, Signore, affido la mia vita… Sono al tuo servizio… Io lo so che tu mi vuoi bene… Se sono al tuo servizio i miei problemi li affido a te…, tu conosci meglio di me le mie necessità… Io voglio che tu mi benedica, che dica bene di me, non ti chiedo di liberarmi dai guai, li voglio affrontare i guai, come ogni donna, come ogni uomo di questo mondo, come hai fatto Tu, come ha fatto Agata… Io non ti offro né sacrifici, né olocausti, un corpo mi hai dato… Ecco, per questo io vengo, Signore, a fare la tua volontà…”.
La religione o la religiosità è il tentativo di liberarsi dei guai servendosi di Dio.
La fede è il coraggio di affrontare i guai per servire Dio, è la capacità di affrontare con la forza che viene da Dio, i guai della nostra vita, di dare prova di speranza anche quando le cose non vanno per il verso giusto, di non cessare mai di amare, con l’amore e la carità di Dio giorno per giorno nella nostra vita.
Mi hanno chiesto, di far parte di un comitato che cerca di correggere le cose storte di questa festa: le infiltrazioni mafiose, la cera dalle strade, gli “arrusti e mancia” ad ogni angolo di via Etnea, i ritardi del rientro…
Ho rifiutato.
Perché questa festa non bisogna correggerla.
Bisogna cambiarla radicalmente.
Come?
Io non dico di abolirla.
Si perderebbe un patrimonio di credenze, di tradizioni, di folklore, di cultura: tutte cose che fanno parte di un popolo.
Io vorrei che si distinguesse, da parte della comunità cristiana la religione dalla fede.
Fate pure la festa, le processioni, sparate tutte le bombe che volete, mangiate tutta la carne di cavallo che vi piace, ma distinguete la fede dalla devozione dei “devoti.
I preti sulla vara o sul fercolo, a raccogliere soldi e candele, no!
Confonde!
La mescolanza delle messe mattutine o vespertine con le bombe, no!
Confonde!
Le autorità che hanno ridotto questa città al lumicino, dietro la vara a sorridere alla gente per farsi applaudire e far dimenticare le loro magagne, no!
Confonde!
Le scommesse sull’ora di rientro della santa, con i relativi risvolti affaristici e mafiosi, insieme alle preghiere in cattedrale, no!
Confonde!
Forse la religiosità potrebbe diventare l’anticamera della fede, ma, perché questo avvenga è necessario distinguere ed educare, pigliare le distanze e sottolineare le differenze, altrimenti regna la confusione; e lo si vede seguendo in diretta le trasmissioni locali, dove, conduttori laici e ecclesiastici, non sono mai riusciti a evidenziare questa distinzione.
Ma non possono farlo! Perderebbero l’ascolto, perderebbero l’audience.
Voi siete il sale della terra! sembra che abbia detto Gesù Cristo.
Voi siete la luce del mondo!
Se il sale diventa scipito, a che serve?
Penso che queste parole di Cristo, riportate nel vangelo di questa domenica, potrebbero far riflettere quanti hanno a cuore il vero significato della fede cristiana!
Ph. Messina Web TV

 

altarino per santa agata