La letteratura nel tempo dei nuovi media
Potere di link” è l’ultimo saggio di , giornalista professionista e docente a contratto presso l’Università di Catania. Rosa Maria Di NataleIn poco più di cento pagine articolate in quattro capitoli, Rosa Maria Di Natale analizza gli aspetti principali della letteratura elettronica- dagli ipertesti e gli e-book alle biblioteche virtuali e alla editoria digitale- tessendo un “lavoro attento e documentato, sebbene sintetico”, come scrive Enrico Escher in Prefazione.
L’indagine dell’autrice ricostruisce “le dinamiche ancora in atto che stanno cambiando il nostro modo di produrre e accedere alla cultura, alla lettura e alla scrittura”, lasciando a margine la “rivoluzione di lessico che i nuovi media hanno imposto e gli aspetti strettamente tecnologici”.
Le premesse della ricerca contengono le conclusioni, perché il rapporto tra new media e media tradizionali è in divenire, tutto da osservare, tutto quindi da scrivere. “Non abbiamo abbandonato il buon vecchio libro, non prediligiamo gli ipertesti letterari dalle trame cangianti a un romanzo lineare acquistato in una libreria tradizionale- scrive l’autrice- ma abbiamo compreso il potere dei nuovi media”.
il libroOggi i fruitori della cultura sono consapevoli del “potere di link”, del power linking per dirla come gli studiosi americani, “perché potere e conoscenza- scrive Rosa Maria Di Natale- sono intimamente connessi, e il link può possederli entrambi”. Il concetto di potere di link possiamo allargarlo sino ad ipotizzare la biblioteca digitale, “senza inizio e senza fine… dove la Cultura è a disposizione di tutti con un semplice click”. Ipotesi che nella realtà si scontra con il copyright e con gli interessi degli editori. Tuttavia il libro elettronico non sostituisce totalmente il libro tradizionale di carta, perché, scrive l’autrice, la ricerca tecnologica non ha ancora prodotto un supporto che agevoli la lettura e i collegamenti testuali.
“Potere di link” è la fotografia di un momento dell’incessante divenire del fare comunicazione e delle sue implicazioni sociali, etiche ed economiche. Il saggio si spinge oltre l’ambiente cross-mediale in cui viviamo.
Non facciamo più caso al fatto che quotidianamente approfondiamo la stessa informazione attraverso mezzi diversi (così detta cross-medialità): televisione, giornale, Internet. Questo fatto di per se stesso costringe ad un ripensamento dell’architettura dell’informazione, perché “in uno scenario di media e contesti fittamente intrecciati non è più possibile concepire alcun item come un’entità a sé stante, ma come parte di un ecosistema in cui ciascun elemento intrattiene molteplici rapporti con tutti gli altri” (Luca Rosati e Andrea Resini, Apogeonline, 16 Giugno 2009).
All’autrice interessa osservare soprattutto come i new media stanno influenzando il messaggio, con particolare riferimento alla scrittura dei libri. Tutto muove dalla tendenza dei nuovi media di coinvolgere i fruitori al processo produttivo della comunicazione. Rosa Maria Di Natale mette in luce così il genere del mobile phone, romanzi scritti su e per il cellulare, con frasi corte e storie prevedibili; il twiller, un incrocio tra un twitter e un thriller; sino all’esperienza della Patchwork Girl (PG) di Shelley Jackson, dove il lettore clicca su di una delle parti del corpo della PG e modifica la narrazione. “L’e-book italiano da mobile phone è ancora considerato un oggetto misterioso, eppure Telecom Italia è destinata a dare alla luce il primo telefonino con tecnologia e-paper”, osserva Rosa Maria Di Natale.
In conclusione, è appropriato il commento di Enrico Escher: “si tratta a mio avviso di uno strumento di grande utilità, non solo per gli studenti, ma anche per gli studiosi” e quanti, aggiungiamo, “desiderano misurarsi con i nuovi fermenti che scuotono il mondo della letteratura”.