Come sanno molti l’Unione Europea favorisce i rientri volontari da parte degl’immigrati-clandestini a casa loro, finanziando i progetti dedicati proprio per questo impegno. Sono noti due programmi a questo proposito: Networking Italiano per il Rimpatrio Volontario (NIRVA)” e “Programma per l’assistenza al ritorno volontario dall’Italia e reintegrazione nel paese di origine (PARTIR)”. A promuovere i suddetti programmi sono l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, ACLI, Caritas, CIR, chiamati ad aiutare le persone che desiderano tornare in patria, incoraggiandoli e proponendo una piccola compensazione monetaria, a finanziare questi programmi invece è il Ministero degli Interni.

Infatti ad aderire alla proposta sono stati molti immigrati senza permesso di soggiorno, anche perché in alcuni casi è previsto un aiuto economico per le persone vulnerabili (le vittime di tratta, i richiedenti asilo politico ecc…).

Siamo partiti bene. Si creano i gruppi dei lavoratori, verrà divulgato il materiale propagandistico e traggono l’origine le prime partenze. Ed e proprio qui inizia una grande confusione: entra in vigore il reato della clandestinità (vedi Legge Sicurezza).

Il Viminale si accorge che sta finanziando progetti che non si possono applicare su alcuna categoria d’immigrati. Oramai uno straniero senza PdS non può uscire dall’Italia! Ma dove si trovano gli immigrati con il permesso (Pds) interessati ad andarsene via?

Serve un altro provvedimento. Ma il Ministro Maroni sembra di essere in coma.

Ed ora anche un immigrato che vorrebbe tornare alla sua famiglia rischia di essere accompagnato in… cella, anziché alla frontiera.