Vendola chiude gli Stati Generali delle Fabbriche di Nichi
Circa duemila persone provenienti da tutta Italia hanno partecipato, a Bari, alla tre giorni (16, 17 e 18 luglio scorsi) degli Stati Generali delle Fabbriche di Nichi. In 167.000 hanno seguito l’appuntamento attraverso la pagina aperta su Facebook, alla quale, negli ultimi tre giorni, si sono registrati 4.800 nuove persone.
Niki VendolaSono questi i numeri del primo incontro nazionale dei militanti le Fabbriche. Di seguito alcuni passaggi dell’intervento di chiusura di Nichi Vendola, che ha intitolato “Lanterne che illuminano gli angoli bui dell’esistente” e che rappresenta il manifesto politico delle Fabbriche:
“noi diciamo no ai governi tecnici e a quelli delle larghe intese: le primarie non sono una minaccia per il PD o per il centrosinistra, e io mi candido per sparigliare questi giochi.
Dobbiamo vincere, ma questo verbo deve essere coniugato fuori dal palazzo, lungo le traiettorie delle vie popolari. Vincere ha un significato se si vince a Pomigliano, a Melfi, se la vittoria ha significato per gli studenti precari, per i ricercatori che sono costretti ad emigrare, per le donne e gli eroi dei nostri giorni, come Falcone, Borsellino e Carlo Giuliani. Bisogna vincere per ricostruire i codici dei diritti: allora la vittoria è un discorso sulla salvezza del Paese, che guarda all’Europa. È la vittoria di tanti, è la vittoria del popolo che si alza in piedi, non è una vittoria di parte o di partito.
Perché la mia candidatura? Perché sono voi quando non sopportate il centrosinistra avendo in mente un mondo diverso da questo. Noi abbiamo due obiettivi da raggiungere: il primo è l’indispensabilità di un metodo democratico che si sottrae alle nomenclature di partito; il secondo è portare nell’arena la domanda di una buona politica. Non c’è buona politica che possa prescindere da un discorso sul buio e sulla luce.
Le Fabbriche sono un’esperienza autonoma da tutti i partiti, portano in dote il principio di cooperazione e vogliono accarezzare il centrosinistra, insufflare l’anima della questione della modernità nel momento in cui la destra si presenta come antimoderna. Questa nuova realtà vuole scuotere l’albero del centrosinistra per costruire la narrazione di un’Italia migliore.
Il centrosinistra deve investire nella Bellezza dell’ambiente, dei talenti e dei territori; rilanciare l’Economia attraverso una pressione fiscale più equa, la redistribuzione delle risorse e puntando su qualità e innovazione; sottrarre la Conoscenza alla privatizzazione e alla parcellizzazione dei saperi attraverso il rilancio della scuola e dell’università come elementi fondanti di una cultura diffusa; ristabilire la connessione tra i Diritti e le persone; custodire il patrimonio dei Beni Comuni.
Gli Stati Generali delle Fabbriche di Nichi diventeranno un appuntamento annuale. Questo è l’equivalente del meeting riminese di Comunione e Liberazione: deve essere per noi il più importante incubatore di intelligenze e della nuova classe dirigente. C’è un’Italia migliore e noi la faremo vincere.
Il mio auspicio è che SEL e le Fabbriche di Nichi siano simpatizzanti ma reciprocamente autonome. Le Fabbriche di Nichi non sono una sigla che si può presentare alle elezioni, di qualunque livello. Devono costruire una nuova idea di società basata sulla cooperazione”.