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L’A.D.A.S. onlus (Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute) ha sposato la campagna di promozione dei Grani Antichi siciliani. Perché? Qual è la correlazione tra grani antichi, salute e ambiente?
I Grani Antichi presentano due caratteristiche fondamentali: Primo: non sono stati rimaneggiati geneticamente dall’uomo.

Secondo: la farina che si produce è molto meno raffinata rispetto a quella prodotta con grano moderno, dando luogo ad un prodotto che potremmo considerare semi-integrale.
Trova conferma presso diverse fonti il dato che:
“Due disturbi alimentari, l’allergia al frumento e la celiachia, stanno diventando sempre più frequenti. Entrambi sono causati dal glutine, il complesso delle proteine di riserva presente nel chicco che, con la molitura, passa nella farina. Molte persone, inoltre, pur non essendo allergiche o celiache, soffrono di disturbi intestinali vari (difficoltà digestive, gonfiori, coliche) quando mangiano pane, pasta e pizza, i tipici alimenti a base di grano. Anche in questi casi ci potrebbe essere il coinvolgimento del glutine o di altri componenti della farina di natura proteica.
Come mai questo cereale, che è stato da sempre l’alimento fondamentale di buona parte dell’umanità, sta diventando così nocivo? Perché a far male sono proprio le proteine racchiuse nel chicco?
La risposta è semplice: stiamo trasformando il grano da pianta vocata a concentrare la luce del sole nell’amido, il carboidrato puro come il diamante, in una pianta che deve produrre di più di quanto è le sue capacità fisiologiche e soprattutto che deve produrre più glutine, cioè più proteine. In altri termini il cereale lo si sta trasformando in una sorta di leguminosa, pianta la cui attitudine è quella di produrre più proteine che amido.
Dal punto di vista tecnologico l’arricchimento della farina in glutine facilita il lavoro dei produttori di pane e pasta, ma pregiudica le qualità che interessano il consumatore, cioè la qualità organolettica (cioè sapore fragranza), funzionale (contenuto in principi salutari) e nutrizionale (contenuto in nutrienti)”.
I Grani Antichi posseggono un’altra caratteristica, “Non vengono lavorati a livello intensivo; tutto ciò giustifica anche un prezzo di vendita più alto, a fronte però di un prodotto più sano e genuino”.
Al riguardo ci spiegano meglio:
“Il lavoro di miglioramento genetico del frumento che è stato portato avanti negli ultimi cent’anni (è iniziato proprio in Italia con Strampelli ai primi del Novecento) ha permesso di aumentare in maniera significativa la produzione del frumento e di risolvere il problema della fame di cui un tempo soffrivano anche i popoli occidentali.
Questa selezione è stata portata avanti affinché le piante diventassero più produttive in risposta ad elevate concimazioni con nitrati di sintesi. Ma, la concimazione con i nitrati di sintesi, oltre che far scadere la qualità degli alimenti, rende le piante più suscettibili alle malattie. Il frumento e gli altri cereali lo diventano più delle altre piante perché per la loro natura solare non vogliono essere forzati con eccessive
concimazione azotate. Allora, è nata anche la necessità di creare piante che fossero anche più resistenti alle malattie.
A fronte di questo lavoro genetico, si creano piante di frumento che producono di più se concimate con nitrati di sintesi, ma poiché la concimazione con nitrati rende le piante più suscettibili alle malattie, la selezione deve essere rivolta anche ad eliminare questo problema che è conseguente al fatto che il frumento non tollera concimazioni azotate spinte.
È chiaro che, date le premesse (produrre di più concimando il frumento con nitrati) il lavoro fatto dai genetisti è stato il migliore possibile. Per questo motivo, ad uno di loro (Borlaug), artefice della creazione di varietà di frumento adatte a produrre nei climi tropicali è stato dato il premio Nobel.
Ma non si deve ignorare che questa sorta di miglioramento genetico ha portato ad un aumento imponente dei costi energetici di produzione (la sintesi di nitrati e pesticidi richiede energia), ad un grave impatto ambientale (nitrati e pesticidi inquinano le falde, distruggono la fertilità naturale del terreno) e ha fatto scadere la qualità”.
Ritorniamo al punto di partenza ovvero all’A.D.A.S., che con il suo presidente,  l’avvocato Marisa Falcone, Venerdì 15 aprile 2016, a Catania presso il Palazzo della Cultura, insieme ad una rosa di esperti del settore ha inaugurato il primo degli appuntamenti di approfondimento e riflessione su tutti questi aspetti. Tra i relatori intervenuti anche il professore Antonio Milici, membro del Comitato Scientifico Master di II livello di Fitobiologia e Nutrigenomica dell’Università di Messina, che a conclusione della sua relazione ha anticipato l’ultima ricerca alla quale sta lavorando l’Ateneo Messinese (nel video).