La Giornata delle Zone Umide cade il 2 febbraio di ogni anno, tali Aree sono diminuite del 71% dal 1990, ma nonostante tutto, arrivano però a 100 milioni di ettari le Aree Protette nel Mondo, a tanto ammontano le aree designate dalla Convenzione Ramsar, che in tutti gli angoli del globo (è stata firmata da 169 paesi) ha il compito di salvaguardare le zone umide.
ramsar1Si sono appena aggiunti, infatti, sette nuovi siti in Zimbabwe, una designazione fortemente voluta e sostenuta dal Wwf: tra le aree ‘new-entry” figurano le Cascate Vittoria, la più grande cascata del mondo, e il sito di Monavale Vlei un’importantissima zona umida che si estende in ambiente urbano. Una buona notizia, dopo tante batoste per queste aree fondamentali, che arriva proprio in concomitanza con la Giornata delle Zone Umide.
ramsar2«Quando celebriamo la Giornata mondiale delle zone umide, ricordiamo alla gente che l’acqua non proviene da un rubinetto; viene da ecosistemi sani e funzionanti – ha detto Isabella Pratesi, direttore conservazione Wwf Italia – Con miliardi di persone che dipendono delle zone umide per l’approvvigionamento di acqua, cibo e benessere, questa giornata è una vera e propria pietra miliare. Mentre i leader mondiali pensano a come attuare gli impegni presi nell’ambito degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, la protezione delle zone umide fornisce un contributo significativo al benessere dell’umanità».
Le zone umide sono gli ecosistemi con la più alta biodiversità sulla Terra – in Italia, ad esempio, quasi il 50% delle specie di uccelli presenti in Italia sono legate alle zone umide – e agiscono come giganti spugne giganti in grado di assorbire l’acqua delle precipitazioni, immagazzinandola e restituendola nel tempo. Svolgono anche un ruolo cruciale nel depurare le acque in quanto assorbono sostanze chimiche, filtrano gli inquinanti e i sedimenti, abbattono le sospensioni e neutralizzano i batteri pericolosi: nonostante tutto, drammaticamente, si stima che la superficie delle zone umide nel mondo sia diminuita del 71% a partire dal 1900.(fonte greenreport.it)
Nel filmato Monia Cattabriga di Atlantide Scpa illustra cosa sono le Aree Umide con particolare riguardo al Delta del Po
Per saperne di più:
Convenzione sulle Zone Umide
La Convenzione sulle Zone Umide (Ramsar, Iran, 1971), denominata “Convenzione di Ramsar”, è un trattato intergovernativo che fornisce il quadro per l’azione nazionale e la cooperazione internazionale per la conservazione e l’uso razionale delle zone umide e delle loro risorse.
La Convenzione è l’unico trattato internazionale sull’ambiente che si occupa di questo particolare ecosistema, e i paesi membri della Convenzione coprono tutte le regioni geografiche del pianeta.
La missione della Convenzione è “la conservazione e l’utilizzo razionale di tutte le zone umide attraverso azioni locali e nazionali e la cooperazione internazionale, quale contributo al conseguimento dello sviluppo sostenibile in tutto il mondo”.
Le zone umide sono tra gli ambienti più produttivi al mondo. Conservano la diversità biologica e forniscono l’acqua e la produttività primaria da cui innumerevoli specie di piante e animali dipendono per la loro sopravvivenza. Essi sostengono alte concentrazioni di specie di uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci e invertebrati.
Le zone umide sono anche importanti depositi di materiale vegetale genetico.
La Convenzione usa un’ampia definizione dei tipi di zone umide coperte nella sua missione, compresi laghi e fiumi, paludi e acquitrini, prati umidi e torbiere, oasi, estuari, delta e fondali di marea, aree marine costiere, mangrovie e barriere coralline, e siti artificiali come peschiere, risaie, bacini idrici e saline.
Al centro della filosofia di Ramsar è il concetto di “uso razionale” delle zone umide, definito come “mantenimento della loro funzione ecologica, raggiunto attraverso l’attuazione di approcci ecosistemici, nel contesto di uno sviluppo sostenibile”.
Con il D.P.R 13/03/1976, n. 448 la Convenzione è diventata esecutiva.