Biodiversity Day 2019 presso  Stazione Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia a Caltagirone  

Al livello nazionale, la L. 194/2015 su “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” ha istituito, il 20 maggio di ogni anno,  un sistema di tutela nazionale dell’agrobiodiversità, costituito dai seguenti strumenti normativi che, sinergicamente attivati, tendono a scongiurare il rischio di estinzione delle risorge genetiche locali e alla loro valorizzazazione, per quanto possibile.
Le risorse genetiche locali/razze e varietà locali hanno la caratteristica principale di essere legate in modo indissolubile, alle culture rurali locali. 


Gli strumenti istituiti dalla L. 194/2015 sono: 
– il Comitato permanente per la biodiversità di interesse agricolo e alimentare, presieduto dal MiPAAF, per il coordinamento delle azioni a livello statale, regionale e delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di tutela della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, attivato nel 2016;
– l’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare dell’Art. 3 della L. 194/2015 (DM n. 1862 del 18/01/2018). Sono in fase di sviluppo informatico a cura del CREA, su incarico del MiPAAFT, sia la procedura per la presentazione della domanda di iscrizione all’Anagrafe nazionale (v. DM n.1862 del 18/01/2018), sia il Portale interent sul quale verrà pubblicata, tra le altre cose, l’Anagrafe stessa per la consultazione on line;
–  la Rete nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare (DM n. 10400 del 24/10/2018 e relativi Allegato 1, Allegato 2 e Allegato 3) costituita da:

  • gli Allevatori e Agricoltori Custodi delle risorse genetiche locali iscritte nell’Anagrafe nazionale;
  • le  Banche del Germoplasma e i Centri di conservazione “ex situ” delle risorse genetiche locali iscritte nell’Anagrafe nazionale;

– le Comunità del cibo e della biodiversità di interesse agricolo e alimentare
– gli itinerari della biodiversità di interesse agricolo e alimentare;
– la Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, il 20 maggio di ogni anno;
– il sostegno ad iniziative presso le scuole;
– il sostegno ad interventi per la ricerca sulla biodiversità di interesse agricolo e alimentare.
– il Piano e le Linee guida nazionali per la conservazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare.

 
Per saperne di più sulla Stazione di Granicoltura

Dall’Aratro a buoi alle Biotecnologie 70 ANNI DI RICERCA.

Dal lontano 1927 sono passati ormai ottanta anni e la Stazione ha percorso un lungo cammino. Vicissitudini positive e negative ne hanno via via intensificato, rallentato, intralciato l’attività.
A motivo di una limitata divulgazione dell’attività svolta presso un ampio pubblico non specializzato, si è spesso ignorato che esiste la Stazione Sperimentale di Granicoltura, istituto che con compiti complessi e ben definiti, con personale tecnico e scientifico qualificato, con campi sperimentali e laboratori attrezzati con apparecchiature d’avanguardia, che lavora in silenzio, con impegno e modestia, per l’incremento dell’agricoltura e al servizio degli agricoltori.

La Stazione Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia viene istituita con R.D. n. 2034 del 12/08/1927 quale consorzio tra lo Stato, il Banco di Sicilia, le Provincie e le Camere di Commercio Siciliane, il Comune di Caltagirone e l’Istituto Agrario Siciliano Valdisavoia. La sede viene provvisoriamente fissata a Palermo e quindi con R.D. n. 1212 del 10/09/1931 stabilita a Catania.La Stazione con R.D. del 05/07/1928 è affidata al Regio Commissario Prof. Federico Paulsen, il quale in data 17/10/1929 nomina il Prof. Ugo De Cillis, vincitore di concorso bandito il 26/11/1927, Direttore straordinario a decorrere dal 01/11/1929. Il Prof. Ugo De Cillis dirigerà la Stazione sino al 02/12/1948, per essere sostituito nel tempo dai Proff. Mario Stanganelli (fino al 1952), Giuseppe Conti fino al 1962, Bianca Casale Buonoconto dal 1967 al 1970 e Felice Casale dal 1962 al 1967 e dal 1970 al 1971.Il regime di Commissariamento prosegue fino al 01/11/1965, data di nomina del Prof. Giuseppe Carfì quale Presidente del relativo Consiglio di Amministrazione. Inizia per la Stazione un periodo di forti difficoltà economiche e funzionali che mettono in forse la sua stessa esistenza.L’impegno professionale ed umano del Prof. Giuseppe Carfì riescono a garantirne la sopravvivenza fino a quando con legge Regionale n. 33 del 1974 la Regione Sicilia subentra allo Stato quale membro del Consorzio e trasferisce la sede in Caltagirone. L’amministrazione sostiene l’opera di rilancio della struttura contribuendo sia con suoi funzionari quali personale dell’Ente, sia con specifiche leggi che incrementano il contributo per le spese di funzionamento.Nel 1974 il Dr. Fortunato Calcagno viene nominato direttore, sino al suo pensionamento nel 1992.

Lo Statuto è stato rivisto ed aggiornato nel 2016, approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione n.7 del 09 agosto 2016, con delibera di giunta regionale n. 126 del 15 marzo 2017 e con Decreto dell’Assessorato regionale dell’agricoltura dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea D.A. 20/GAB del 17 Marzo 2017.

Nel video  abbiamo ascoltato Carmelo Nicotra, Direttore della Stazione Consorziale Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia, Santo Pietro – Caltagirone.