Quello della Riserva Naturale di Capo Peloro è solo uno degli innumerevoli esempi di degrado ambientale in cui versano diverse realtà nostrane, tutte accomunate da un elevante potenziale attrattivo inespresso. Questo è quanto emerso stamani, presso la Sala Commissioni di Palazzo Zanca, nella conferenza stampa tenuta dal Consigliere comunale Alessandro Russo e Giovanni Ficarra, Dirigente ASD Canottieri Peloro.

Un viaggio tra i canali, un percorso esplorativo documentato attraverso foto e video e presentato oggi allo scopo di denunciare alla cittadinanza lo stato di abbandono della riserva che, almeno in apparenza, dovrebbe essere tutelata dal Regolamento di gestione introdotto 18 anni fa. Scarpe, flaconi di detersivi, bottiglie, pneumatici: sono tanti i rifiuti rivenuti nel fondale, immortalati da videocamere subacquee che hanno mostrato la piena integrazione degli stessi, i quali convivono ormai con le specie autoctone e sono parte dell’ecosistema marino. “Barriere coralline della spazzatura”, è così che ha tuonato Russo, indignato per quanto rivelato dallo scioccante filmato, invero da anni sotto gli occhi di tutti.

È agghiacciante – ha dichiarato il consigliere di LiberaMe – vedere tanti e tali violazioni del Regolamento della Riserva, datato giugno 2001. Tante le infrazioni perpetrate nel corso degli anni e documentate in un report che trasmetteremo all’Ente gestore, la Città metropolitana; riteniamo si debba urgentemente intervenire sulle condizioni di vivibilità e fruibilità di questo territorio.”

La Riserva Naturale di Capo Peloro è un patrimonio tutto messinese di inestimabile valore e bellezza, in cui, l’impossibilità di programmare attività umana conforme a quanto si addice ad un’area protetta, ha lasciato di fatto campo libero alla peggiore attività umana. Sono state realizzate, infatti, opere edilizie impattanti e nuove imponenti costruzioni che vanno nella direzione opposta rispetto a quanto stabilito dal Regolamento di gestione, il quale, come sottolineato in conferenza, prevede il divieto di demolizione e costruzione, salvo i casi di imperante necessità; molto dubbia appare l’applicazione delle procedure di autorizzazione ai fini degli interventi edilizi. Quelle attualmente praticate ma sorvegliate con rigore dall’Ente gestore sono piccole attività sportive di poco impatto, che ottemperano alla funzione ludico-turistica dei due laghi. Russo ha manifestato l’esigenza di un tavolo tecnico e di un’autorità terza che non abbia interessi di parte e possa scientificamente certificare se quel Regolamento non necessiti di revisione. Lo statuto, che secondo il Consigliere è suscettibile di molteplici interpretazioni a sensibilità del momento, sembra essere approssimativo sui limiti spaziali e temporali delle attività sportive concesse: evidente, dunque, il bisogno di una maggiore e più puntuale regolamentazione.

Giovanni Ficarra ha invece posto l’attenzione sulla legittimità della pratica del canottaggio, un’arte che nell’oasi naturale risale al 1990, un decennio prima dell’introduzione del Regolamento.

“Non siamo bracconieri del lago – ha chiarito il Dirigente del Circolo – non rappresentiamo un problema, ma una risorsa, in quanto possiamo portare turismo alla città e valorizzare la riserva.”  Ha poi continuato dicendo: “Nessuno studio dimostra che disturbiamo la fauna, i volatili non scappano al nostro passaggio, anzi il flusso migratorio è aumentato, sono arrivati i cigni: infine, è stato documentato che il nostro remare aumenta l’ossigenazione delle cozze. Quello del canottaggio è uno degli sport più antichi e nobili, che pone l’uomo a stretto contatto con la natura ma nel pieno rispetto della biodiversità; vogliamo soltanto che sia liberalizzata la nostra attività.”

La linea su cui sono attesti il Consigliere comunale Alessandro Russo e il Dirigente ASD Canottieri Peloro Giovanni Ficarra è che, in attesa di studi che provino il contrario, la pratica del canottaggio non interferisce minimamente con la fauna che, tutt’al più, ne beneficia. L’auspicio è che l’interesse superiore per il problema ambientale possa conciliarsi con l’interesse territoriale, nella prospettiva di sviluppo e riqualifica della Riserva.