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ZOE va controcorrente” è un racconto digitale interattivo sull’ambiente per i bambini dai 7 agli 11 anni per comprendere il valore dell’acqua, conoscere il ciclo idrologico e il trattamento delle acque voluto dalla Commissione Europea.I protagonisti della storia sono due bambini curiosi che scoprono l’importanza dell’acqua nella società sotto la guida di un saggio principe Ranocchio, il quale li mette anche in guardia dalle conseguenze dell’inquinamento dell’acqua e mostra loro come evitarlo. Divertenti animazioni ed elementi interattivi si alternano a parti più serie a valenza didattica.
Il racconto è disponibile online. Ma per favorirne la massima diffusione, la Commissione Europea ha lanciato anche un’app scaricabile gratuitamente su dispositivi Apple e Android. L’elaborazione di quest’app rientra in una serie di iniziative sul tema delle risorse idriche.
Secondo un recente rapporto del Wwf Italia l’Italia si colloca al 13° posto a livello mondiale per quanto riguarda l’impronta idrica del consumo nazionale con circa 2.300 metri cubi annui pro capite ed al 23° del consumo nazionale di Blue Water che è una componente dell’Impronta Idrica (Water Footprint) con circa 190 metri cubi annui pro capite.
In Italia ci sono una media di precipitazioni annuali di 832 millimetri/anno mentre quella delle risorse idriche rinnovabili viene indicata in 191.3 chilometri cubici annui dei quali il 95% sono considerate risorse idriche interne (182.5 km cubici) e solo il 5% sono considerate esterne (8.8 km cubici).
Sono 8 i distretti di bacini idrici: Alpi orientali, Po, Appennini settentrionali, Appennini centrali, Appennini meridionali, Sardegna e Sicilia, cui si è aggiunto il bacino del Serchio, di cui 2 internazionali (condividono acque con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia).
Il prelievo nazionale di acqua a uso potabile (dati 2008) ammonta a 9,11 miliardi di metri cubi di acqua, di cui l’85,6% proveniente da acque sotterranee, il 14,3% da acque superficiali e il restante 0,1% da acque marine o salmastre. I dati sui prelievi e la tipologia di fonte vengono diffusi per la prima volta per distretto idrografico, consentendo una lettura territoriale dello stato della risorsa idrica in Italia più pertinente, in quanto non riferita a delimitazioni amministrative, ma a limiti naturali (in base, cioè, a caratteristiche idrologiche e geomorfologiche).
In Italia, nel 2008, le regioni dispongono di un totale di 9,04 miliardi di metri cubi di acqua a uso potabile da destinare alle reti comunali di distribuzione. Tali volumi sono il risultato della fruibilità idrica propria del territorio, degli scambi interregionali e degli usi non civili. Il contributo extra regionale alla disponibilità interna della risorsa idrica per uso civile è generalmente diffuso, anche se non determinante, con le eccezioni di Puglia e Campania, che risultano particolarmente dipendenti dalle regioni limitrofe.
Nota sull’impronta idrica: l’impronta idrica costituisce la somma di tre componenti che sono state definite blu, verde e grigia. L’impronta idrica “blu” è rappresentata dal volume di acqua dolce sottratta al ciclo naturale e quindi prelevata dalle acque superficiali e sotterranee (ossia fiumi, laghi e falde acquifere) per scopi domestici, industriali o agricoli (in quest’ultimo caso, per l’irrigazione).
L’impronta idrica “verde” costituisce il volume di acqua piovana che viene traspirata dalle piante durante la coltivazione, mentre l’impronta idrica “grigia” rappresenta il volume di acqua inquinata, quantificata come il volume di acqua necessario per diluire gli inquinanti al punto che la qualità delle acque possa tornare al di sopra degli standard di qualità.
La Commissione europea ha presentato un progetto per garantire che l’UE abbia a disposizione una quantità sufficiente di acqua di buona qualità per soddisfare le esigenze dei suoi abitanti, dell’economia e dell’ambiente. Per raggiungere l’obiettivo attuale di un buono stato ecologico delle acque entro il 2015, come precisato nella direttiva quadro sulle acque, la strategia propone un triplice approccio. Si sottolinea la necessità di migliorare l’attuazione della vigente legislazione europea sulle acque. È possibile riuscirci misurando il consumo idrico, stabilendo un prezzo per l’acqua ed effettuando una migliore analisi economica per applicare il principio secondo il quale «chi inquina paga».
Integrare gli obiettivi della politica delle acque in altre aree di politica comunitaria pertinenti, come l’agricoltura, la pesca, le energie rinnovabili, i trasporti e i fondi di coesione e strutturali, potrebbe essere determinante per il raggiungimento dell’obiettivo del 2015.
Il progetto sottolinea inoltre la necessità di sviluppare nuovi modi per migliorare l’efficienza idrica, fissando obiettivi nazionali, utilizzando conti-acqua e concordando norme comunitarie per la riutilizzazione dell’acqua.
Per ulteriori informazioni http://ec.europa.eu/environment/water/blueprint/