L’equo compenso c’è solo sulla carta  così come i parametri che dovrebbero essere fissati dal Ministero della Giustizia.
Così i giornali si comportano  come credono o come possono.
Pubblichiamo i “compensi” della Gazzetta dello Sport relativi alle collaborazioni legate a “notiziari e campetti” (da un minimo di 8 euro a un massimo di 20). Il sindacato tace.

(fonte Franco Abruzzo )

 

Questo diktat è stato trasmesso nei giorni scorsi dalla segreteria di redazione ai singoli collaboratori e corrispondenti del quotidiano.
Ecco  il “tariffario”:

–          8 euro a campetto (notiziario) prima della partita, per un equivalente di 64 euro al mese per dieci mesi

–          Pezzo (compresa partita con tabellino) fino a 1000 battute, indipendentemente dall’edizione: 8 euro

–          Pezzo (compresa partita con tabellino) da 1001 a 1800 battute: 15 euro per edizione regionale, 20 euro per edizione nazionale

–          Pezzo (compresa partita con tabellino) da 1801 a 3240 battute: 20 euro per edizione regionale, 25 euro per edizione nazionale

–          Pezzo (compresa partita con tabellino) superiore alle 3240 battute: 25 euro per edizione regionale, 30 euro per edizione nazionale

–          Pezzo (compresa partita con tabellino) fino a 1000 battute: 8 euro

–          Pezzo (compresa partita) superiore a 1000 battute per gazzetta.it: 14 euro

 

——

(NdR): Quanto pubblichiamo non è un caso eccezionale ma quasi la regola dalla Sicilia al Piemonte: un comportamento favorito da un Governo parolaio e latitante che odia la stampa e la sua libertà.
I giornali, cartacei e non, soffrono fortemente per il calo degli introiti pubblicitari ed alcuni componenti del Governo lanciano appelli a “non comprare i giornali” non allineati, in palese contrasto con i principi Costituzionali!
Si tagliano i finanziamenti (diretti ed indiretti) alle aziende editoriali sperando (come nei regimi totalitari) la loro scomparsa per cui spesso gli editori sono costretti a comprimere diritti e compensi ai collaboratori.
Non quindi un comportamento becero degli editori ma la conseguenza di scelte consapevoli e liberticide del Governo del cambiamento che dovrebbe aiutare le aziende e garantire sia la libertà di stampa che i diritti dei lavoratori !