“Non possiamo cancellare la storia”
Il Ministero del Turismo segnala il raduno di tutti gli amanti dell’ Alfa Romeo per festeggiare il centenario del marchio automobilistico. L’evento è organizzato da Sicily Alfa Club e si articola in diverse tappe.

Ecco il programma:

i festeggiamenti iniziano l’11 Aprile a Cefalù in Provincia di Palermo, dove dal centro storico della cittadina siciliana (Piazza del Duomo) si partirà alla scoperta del santuario di Gibilmanna sulle pendici di Pizzo S. Angelo.

alfa romeoDopo una breve sfilata nel cuore di Cefalù, le auto entreranno nella strada panoramica “Cefalù-Gibilmanna”, (strada che è stata protagonista di una delle più famose gare di velocità in salita dell’automobilismo siciliano).

Il percorso porterà a scoprire il Santuario di Gibilmanna che sorge in mezzo ai boschi di querce e castagni, a 800 metri di altitudine.

“L’Alfa Romeo è un’azienda automobilistica fondata il 24 Giugno 1910 a Milano come A.L.F.A., (acronimo di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili). Dal 1986 fa parte del Gruppo Fiat e a partire da Febbraio 2007 è una divisione della Fiat Group Automobiles SpA, nell’occasione il nome della società diventa Alfa Romeo Automobiles S.p.A.”.

In Provincia di Palermo cade anche il Comune di Termini Imerese, che ha messo in cima alle urgenze la vertenza dello stabilimento FIAT di Termini.
Riproponiamo l’appello dell’amministrazione comunale a favore dei lavoratori del 9 Dicembre 2009:
“Non possiamo cancellare la storia.
Non possiamo cancellare lo stabilimento Fiat di Termini Imerese con una gomma.
Nello stabilimento della Fiat e nelle aziende dell’indotto lavorano 2.200 operai.
Il nostro territorio, negli ultimi quaranta anni, ha sacrificato il turismo e la sua splendida costa subendo una

destinazione industriale che ora potrebbe svanire per mano di un piano industriale che vuol chiudere una positiva

esperienza produttiva di auto a Termini Imerese.
La qualità delle vetture prodotte è stata ritenuta dalla stessa Fiat una delle più significative dell’intero gruppo.

La perdita, in un solo colpo di 2.200 posti di lavoro, sarebbe una tragedia sia per le famiglie, sia per le nuove generazioni in cerca di occupazione”.