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Il festeggiamento dell’8 MARZO come la giornata della venerazione delle donne,  esisteva già in antica Roma: basta ricordare la “matrona”  che significava donna, nata libera.
Recentemente, iniziando dal 18 secolo, La Giornata Internazionale della Donna, è una festività celebrata l’8 marzo di ogni anno, che intende ricordare sia le conquiste sociali politiche ed economiche delle donne, che le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora oggetto in molte parti del mondo.
Nel corso degli anni la ricorrenza sta perdendo in molti paesi l’originario significato di lotta e di protesta per assumere una connotazione di vero carattere commerciale.
In Italia questa giornata fu celebrata per la prima volta soltanto nel 1922. La vera emancipazione femminile nel mondo occidentale è iniziata dopo la seconda guerra mondiale per affermarsi nel 1946, quando le donne parteciparono per la prima volta alle elezioni per l’assemblea Costituente e nel 1948 alle prime libere elezioni politiche.
Ma in altri paesi del mondo  come si festeggia questo giorno?
In Union Sovietica ed in Romania l’8 Marzo dal momento in cui è stata proposta ha subito acquistato  popolarità. Portatrice del femminismo e degli ideali dell’uguaglianza  il 67° giorno dell’anno ha reso le donne sovietiche talmente emancipate e pari agli uomini, che le nostre rappresentanti del “sesso debole” tranquillamente si potevano notare a lavorare in edilizia, nelle ferrovie, e nei settori considerati  da sempre “maschili”. Nello stesso tempo, la festa ha concentrato in se il valore dei legami famigliari  verso la donna-madre e moglie. Cosi, piano-piano, questo giorno ha perso il suo colore politico ed è diventato il giorno di tutte le donne, una festa fra le poche non politiche. Si festeggia  in famiglia, cosi come in Romania con  regali, fiori (preferibilmente mimose), pranzi ecc… Nelle Filippine invece questa festa coincide con la giornata dell’otto maggio, festa della madonna, mentre fra tutti i paesi magrebini è la Tunisia il paese più emancipato ed anche li si festeggia in modo libero la figura della donna ormai liberatasi per sempre dello Chador . Niente di tutto questo accade invece nello Sri Lanka, e nell’isola Mauritius dove questo giorno passa indifferente come tanti altri.
Ed in Italia? Mi dispiace sapere che questo giorno passerà come una serata trasgressiva dove si possono pagare cifre esorbitanti per vedere ed “impazzire” per un divo della televisione, come se si aspettasse un giorno per andare fuori dalle righe. È questo il risultato di anni di lotta e di emancipazione? Ed allora preferisco restare nella mia  famiglia dove ancora si rispettano i ruoli e la loro importanza