Caro Direttore,

in tema di feste passato San Valentino si corre verso il Carnevale e Messina non vuol essere seconda a nessuno.

Del resto al carnevale noi   siamo abituati anche in politica .. dall’ARS a Palazzo Zanca….
Mi dirai: ma con tutti i problemi seri ed urgenti che ci attanagliano, tu pensi al carnevale?
E’ vero, caro Direttore. Ma ritengo che un piccolo contributo al miglioramento delle cose (dall’economia, alla Politica, al costume) possa venire anche dal soffermarsi su aspetti apparentemente effimeri.
Sono di quelli che ritiene “veramente” l’offerta turista e culturale un volano per il riscatto di Messina, un ponte che ci può collegare, nonostante tutto, alla civiltà ed al mondo esterno.
E’ vero non abbiamo mai avuto un carnevale sfarzoso e pensato non per quattro messinesi ma come parte di un’offerta più ampia, duratura, inserita in un contesto di sviluppo culturale ed economico. Ma quando questo vi è stato (nel secolo scorso)  lo si è affrontato con un minimo di dignità e non alla stregua della “festa delle carrube”.

Non conosco nei dettagli il programma dell’Amministrazione guidata da un Sindaco che a Santa Teresa nel 2017 stanziava per l’occasione ben 42mila euro … lo vedremo lunedì in un’apposita conferenza stampa.

Quello che intanto mi ha colpito negativamente è il manifesto, sul quale per pudore non esprimo un chiaro giudizio, realizzato e diffuso credo dal competente assessorato con il plauso del Sindaco.
Il gonnellino messo alla statua del Nettuno (uno dei simboli della città) non è carnascialesco, fa solo rabbrividire … e che “a carnevale ogni scherzo vale” è una pura idiozia. Se questo è l’inizio ho paura a pensare cosa sarà il resto …

Comprendo benissimo le difficoltà finanziarie e non pretendo che De Luca stanzi 42mila euro, comprendo anche che per programmare occorre un tempo che questa amministrazione non ha avuto, ma un po’ di decenza ed un segnale positivo per il futuro si, questo lo dovremmo pretendere tutti.

Un carnevale 2020, pensato da subito e con investimenti minimi, sarebbe l’ideale con il coinvolgimento dei privati, delle aziende, della cultura, dei ragazzi. Formulando insieme un progetto complessivo che risusciti anche i tradizionali carri allegorici, impegni le numerose scuole di danza e di teatro esistenti nel territorio, le scuole pubbliche e private, le associazioni: perché anche il Carnevale può esprimere Cultura e fare Turismo, assieme la Vara, la catena dei Forti, Don Giovanni d’Austria, Antonello da Messina  … ed il nostro insuperabile mare.

Ma non si può partire dal gonnellino al Nettuno e dall’uso risibile del dialetto ….
Grazie per l’ospitalità, Carlo Cucinotta