nigeriane

Trentamila euro è il debito che due cittadine nigeriane hanno contratto pur di emigrare clandestinamente. I patti prevedevano che l’intera somma sarebbe stata restituita attraverso i proventi della prostituzione. Giunte a Catania, gli accordi non vengono rispettati e le due ragazze sono sottoposte dalle loro “maman” a una pressione psicologica insostenibile; al punto di trovare il coraggio di denunciare alla Procura della Repubblica tutti i maltrattamenti: private dell’intero incasso realizzato con le prestazioni sessuali, vivevano sotto il costante controllo delle maman, sia che dovessero sbrigare fuori una commissione sia che dovessero fare una telefonata. La convivenza delle ragazze con le maman ha raggiunto punte di sadismo. Le ragazze hanno raccontato che una di loro è stata costretta a mangiare il cuore crudo di una gallina appena uccisa. La storia si è conclusa tre giorni fa con lo stato di fermo delle due maman, AIGBEDO Sophia (classe 1987, nella foto a sx)) e INETIANBOR Shirley (classe 1987, nella foto a dx)), anche loro cittadine nigeriane. L’accusa è di “riduzione in schiavitù, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione in pregiudizio di due connazionali”. Le vittime sono state avviate ad un programma di reinserimento.