Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in data 16/07/2010 dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina, ha tratto in arresto COSTANTINO Pietro, messinese del 65’, pregiudicato.
Il predetto è ritenuto gravemente indiziato del reato di tentata estorsione, con l’aggravante di aver commesso il fatto con modalità mafiose.
Dalle indagini è emerso che il COSTANTINO, lo scorso 1 Luglio, si era presentato presso un noto bar cittadino, ubicato nel centro cittadino, richiedendo al titolare, con fare minaccioso, la somma di Euro 50.
Per rafforzare la sua pretesa estorsiva, l’indagato lasciava intuire di portare alla cintola una pistola e di essere un pregiudicato di un certo spessore criminale, alludendo ad un futuro danno all’esercizio commerciale nel caso in cui la sua richiesta non fosse stata subito esaudita.
Il titolare del bar ha sporto denuncia presso la Squadra Mobile che, dopo i dovuti accertamenti, ha denunciato il COSTANTINO per quanto avvenuto, consentendo la richiesta e l’emissione del provvedimento restrittivo.

In data 17 u.s. la Polizia di Stato ha arrestato per furto aggravato in flagranza di reato Mangano Francesco di anni 22, messinese. Su segnalazione di furto in appartamento, in zona SS.114 al km 4 circa, i poliziotti hanno visto il Mangano aggrappato al tubo di scarico dell’acqua piovana adiacente il balcone dell’abitazione derubata.
Bloccato, il ladro è stato poi accompagnato al Pronto Soccorso, dove gli sono stati praticati punti di sutura su entrambe le gambe per le ferite che si era procurato per entrare nell’appartamento forzando la tapparella e frantumando il vetro della portafinestra. Una volta dentro, il Mangano aveva messo tutto a soqquadro e raccolto diversi oggetti preziosi all’interno di una federa di cuscino, ritrovata poi nei pressi della finestra insieme a valori in argento, pronti per esser portati via con rapidità. All’interno dello slip del pantaloncino del malvivente, i poliziotti hanno ritrovato un cacciavite di grosse dimensioni; nella tasca posteriore dello stesso pantaloncino, un orologio poi riconosciuto dal proprietario dell’appartamento come eredità della nonna deceduta.

La Polizia di Stato ha deferito in stato di libertà due uomini e una donna di nazionalità polacca per i reati di cui all’artt. 650 e 527 c.p..A uno dei tre è stato inoltre contestato l’art. 338 c.p.
Verso mezzogiorno, i poliziotti arrivati in piazza della Repubblica, hanno trovato i tre immersi nella fontana con i soli indumenti intimi addosso. Invitati ad uscire, i cittadini polacchi hanno continuato a sguazzare nell’acqua di fronte gli sguardi attoniti della folla che nel frattempo si era creata in piazza.
All’arrivo di ulteriore personale, la donna e uno dei due uomini sono usciti spontaneamente dalla fontana, il terzo ha continuato ad opporre resistenza gesticolando e spintonando gli agenti che, una volta fuori dall’acqua, hanno fatto rivestire i tre e li hanno accompagnati presso gli uffici della caserma Calipari.

Deferito in stato di libertà un uomo per lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Contestata anche la sanzione amministrativa ex art.688 c.p.
Su segnalazione della sala operativa, i poliziotti intervenuti in via Santa Marta hanno bloccato l’uomo che brandiva un bastone inveendo contro un cittadino di nazionalità rumena, poi trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Piemonte e giudicato guaribile in giorni 20.