[stream provider=video flv=x:/www.messinaweb.tv/wp-content/uploads/2010/11/13103.flv img=x:/www.messinaweb.tv/wp-content/uploads/2010/11/Lepide-per-Boris-Giuliano.jpg embed=true share=true width=480 height=320 dock=true controlbar=over bandwidth=high autostart=false /]

E’ stato ricordato a Messina e in diverse città italiane, nell’anniversario della sua morte, Giorgio Boris Giuliano, Commissario della Polizia di Stato ucciso dalla mafia.

Lapide per Boris GiulianoIn città i momenti più importanti  della giornata sono stati  alle 8.10, stesso orario in cui fu ucciso Giorgio Boris Giuliano con momento di silenzio nelle Questure di Messina, Palermo e  Milano (dove oggi è Capo della Polizia di Stato il figlio Alessandro)  e nelle Caserme della Pubblica Sicurezza di queste tre città e in quella di Piazza Armerina (città natale di Giorgio Boris Giuliano).  Alle 17.00 una cerimonia organizzata nel cortile dell’is. 92 di Via G. Natoli, dove Giuliano è vissuto in un periodo della sua permanenza a Messina, è stata deposta una corona di fiori, piantumato un alberello d’ulivo  e scoperta una lapide alla memoria.
I cittadini presenti, gli amici di Giuliano, la rappresentanza dei Carabinieri, della Polizia Municipale, della Polizia di Stato nonché del Questore Carmelo Gugliotta, non hanno potuto godere della presenza del Sindaco, Giuseppe Buzzanca, e dei mass media locali, poco sensibili, evidentemente, all’importanza di quel momento e di quella “parte” del programma che ha rappresentato simbolicamente ed effettivamente il legame che c’è stato tra Giuliano e la nostra città.
Alle 19.00, invece, presso Largo Risorgimento si è tenuta  una Commemorazione Pubblica dal titolo “Racconto corale del profilo umano e professionale del poliziotto eroe attraverso il ricordo di chi lo ha avuto a fianco nell’impari lotta per la legalità e attraverso i sentimenti che esprime un pezzo di città che lo ha amato come uomo esemplare”. Sempre a Largo Risorgimento la giornata si è conclusa con la proiezione di un video su Giuliano realizzato  con filmati ed altri contributi  che lo ricordano come poliziotto e come persona straordinaria ricca di sentimenti, ed un evento culturale, patrocinato dalla Questura e dall’Università di Messina offerto dall’Amministrazione Comunale.
Ad ottobre, in occasione dell’80° anniversario della nascita, la città di Messina gli renderà omaggio con il conferimento della cittadinanza onoraria e la scopertura di una stele nella rotonda di Viale Europa che sarà intitolata alla sua persona.
E a proposito di questo scatta una fastidiosa polemica e l’interrogativo del consigliere  circoscrizionale Libero Gioveni: “Ma la rotonda non doveva essere intitolata alla memoria di Bianca di Stefano, vittima innocente caduta sul viale Europa, falciata dalla ruota di un TIR?”
Lo scorso 8 Luglio, infatti, venne presentata una delibera congiunta con cui i Consigli della Terza e Quarta Circoscrizione, su proposta di Libero Gioveni e del Presidente Francesco Quero, chiedevano di intitolare la rotatoria di viale Europa alla memoria di “Bianca Di Stefano”, la giovane che sette anni fa rimase uccisa in un incidente che vedeva coinvolto anche un TIR proprio sul viale Europa mentre si trovava in sella ad uno scooter condotto da un’amica.
L’assessore Carmelo Santalco – scrive Gioveni – aveva pienamente concordato con le due Circoscrizioni di intitolare la rotatoria a Bianca, derogando inizialmente alla ‘regola’ dei 10 anni (si pensi, per esempio, alla rotatoria ‘Alfio Ragazzi’ di Tremestieri o al futuro stadio “Emanuele Aliotta” di San Filippo) tant’è che aveva sollecitato i due Consigli ad esitare al più presto la delibera ….“.A chi sarà intitolata, dunque, questa tanto contesa rotatoria?!

Per non dimenticare…. Chi era Giorgio Boris Giuliano?

Nato a Piazza Armerina il 22 ottobre 1930 è stato un poliziotto italiano, investigatore della Polizia di Stato e capo della Squadra Mobile di Palermo.
Diresse le indagini con metodi innovativi e determinazione, facendo parte di una cerchia di funzionari dello Stato che, a partire dalla fine degli anni settanta, iniziarono un’autentica lotta contro la mafia dopo che, nella deludente stagione degli anni sessanta, troppi processi erano falliti per mancanza di prove.
Era il 21 luglio del 1979 e poco tempo prima del suo omicidio eseguito  dal mafioso Leoluca Bagarella con sette colpi di pistola alle spalle mentre pagava il caffè che aveva preso in un bar di via Notarbartolo, a Palermo, il poliziotto “americano”, come fu definito, aveva scoperto un traffico di droga fra la Sicilia e gli Stati Uniti. Aveva individuando una base operativa della mafia a Corleone (Pa) sequestrando, all’aeroporto di Punta Raisi, 5 chili di eroina e due valigie con cinquecentomila dollari. Tra le molte vicende di cui si è occupato c’era anche la misteriosa scomparsa del giornalista Mauro De Mauro.
Investigatore appassionato, specializzatosi alla nota accademia dell’ F.B.I., intuì ben presto che le organizzazioni criminali avevano abbandonato i tradizionali percorsi per dedicarsi al traffico di droga ed al riciclaggio. In quegli anni arrestò alcuni tra i più noti latitanti dell’epoca, tanto da ricevere numerosi attestati e riconoscimenti ed una promozione per merito straordinario.
E’ stato riconosciuto vittima del dovere e gli è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.
Giuliano ha vissuto nella nostra città gli anni della formazione scolastica, frequentandovi le scuole di ogni ordine e grado fino alla laurea in Giurisprudenza, conseguita presso il nostro Ateneo.