Era l’ottobre del 2010 quando nell’Auditorium di Via Bergamo è stato siglato il protocollo d’intesa tra i Dottori Giuseppe Pecoraro e Salvatore Giuffrida, gli allora Direttori generali rispettivamente del Policlinico di Messina e dell’Azienda Sanitaria Provinciale, a proposito delle vaccinazioni protette, poi avviate presso l’unità di Pediatria d’Urgenza nell’anno successivo.

Oggi, a distanza di 8 anni, nella medesima sala, una conferenza stampa congiunta di Policlinico, ASP 5 e Ordine provinciale dei Medici e Odontoiatri ha illustrato i risultati di un’attività quasi decennale e le prospettive future. Sono intervenuti il Presidente dell’Ordine dott. Giacomo Caudo, moderatore dei lavori; il Direttore dell’UOC di Pediatria d’Urgenza con Pronto Soccorso e Osservazione Breve del Policlinico prof. Carmelo Salpietro; il Commissario del Policlinico dott. Giuseppe Laganga e il Commissario dell’ASP dott. Paolo La Paglia.

Sono 1220 i bambini vaccinati grazie a questo progetto, nonostante precedenti reazioni avverse, familiarità con malattie allergiche, convulsioni febbrili, sindromi genetiche e immunodeficit avessero inizialmente interdetto le vaccinazioni: anamnesi preliminare, visita clinica ed eventuale caratterizzazione immunoallergologica e/o genetica hanno permesso di escludere concrete controindicazioni. È così che in ambienti attigui al Pronto Soccorso Pediatrico sono state effettuate le vaccinazioni previste secondo calendario nazionale; nessuna reazione avversa di rilevante importanza è stata registrata. Solo con 6 bambini non si è potuto procedere alla vaccinazione, per la presenza di controindicazioni assolute. L’utenza è perlopiù messinese, ma alcuni beneficiari provengono da altre province siciliane e calabresi.

Le vaccinazioni – è quanto emerso dalla conferenza stampa odierna – rappresentano uno dei più potenti, sicuri ed efficaci strumenti a disposizione, della sanità pubblica per la prevenzione di malattie potenzialmente mortali. Quello celebrato oggi è un grande risultato nel più ampio contesto delle strategie vaccinali, aventi come obiettivo principe il controllo di molteplici patologie, con conseguente riduzione del numero di casi e di complicanze, nella più ampia prospettiva dell’eradicazione delle stesse. Il Prof. Salpietro, nel riportare dati e risultati ottenuti negli otto anni di attività, ha ringraziato le diverse figure mediche coinvolte e la sua equipe, in particolare la Dott.ssa Cuppari, la Dott.ssa Sturiale, il Dott. Puglisi e Dott.ssa Gitto, sottolineando quanto quello oggi enarrato rappresenti un esempio paradigmatico di buona sanità. “Riteniamo – ha dichiarato il direttore dell’UOC di Pediatria d’Urgenza – che questa continuativa e intensa sinergia tra ASP, Pediatri di famiglia e AOU Policlinico abbia significativamente contribuito a ridurre il numero di bambini non vaccinati e ci auguriamo che si possa presto raggiungere nella nostra provincia quella copertura vaccinale di gregge tanto auspicata.” Il vantaggio della vaccinazione che, nel caso di epidemie nella comunità, conferisce ai soggetti interessati minori o nulle probabilità di contagio, è duplice: non soltanto personale, ma soprattutto collettivo poiché, se la percentuale di persone vaccinate è sufficientemente elevata, la trasmissione dell’agente infettivo si riduce e contestualmente anche i rischi per i soggetti non vaccinati, i quali godranno di quella protezione comunemente definita “immunità di gregge”.

Proprio oggi, nel giorno del via alla legge Lorenzin, che riconferma l’obbligo vaccinale e impone ai genitori la presentazione del certificato sulle vaccinazioni a scuola, si torna sul valore dei vaccini, definiti dal Presidente dell’Ordine Giacomo Caudo come un “risultato della scienza, il cui inutilizzo costituirebbe un vero delitto.”

La centralità della politica vaccinale è dunque all’unanimità confermata da tutti i relatori che, nelle vesti di rappresentanti e testimoni di una collaborazione virtuosa tra istituzioni, hanno voluto sensibilizzare i presenti su una pratica medica volta tra l’altro a incentivare la fiducia verso le aziende sanitarie, distintesi per qualità assistenziale e buona sanità. La speranza è il raggiungimento del 95% della copertura vaccinale, relativamente alla quale la Sicilia è fanalino di coda rispetto alle altre regioni.