ingrassia

Vincenzina Ingrassia, 63 anni di Biancavilla (Catania), è accusata dell’omicidio del marito, Alfio Longo, consumato nella notte tra il 27 e il 28 agosto 2015. Da

stamane si trova ristretta nel carcere di Piazza Lanza di Catania in attesa dell’udienza di convalida, prevista la prossima settimana.
La Procura ha reso noto che la donna avrebbe ammesso la propria responsabilità al termine dell’interrogatorio, andato avanti per tutta la notte.
L’omicidio, stando alle comunicazioni della Procura, sarebbe scaturito da un violento litigio: “ieri sera, 27 agosto, l’uomo avrebbe colpito la donna alle gambe con un

ciocco di legno. La signora avrebbe aspettato che il marito si addormentasse e, disperata, avrebbe colpito l’uomo alla testa con lo stesso ciocco di legno con il quale

era stata ferita”. “Disperata” perché, aggiunge la Procura, la donna avrebbe raccontato di “continue violenze patite negli ultimi 40 anni da parte del marito”.
Vincenzina ha chiamato i Carabinieri, provando a depistarli. In un primo momento, riferisce ancora la Procura, avrebbe raccontato che “due soggetti, armati di pistola,

si erano introdotti all’interno della sua abitazione e, dopo una breve colluttazione, avrebbero legato i due coniugi con delle strisce ricavate da un lenzuolo. Il

marito, non avendo detto dove erano nascosti i soldi, sarebbe stato malmenato e colpito a morte al cranio con un ciocco di legno raccolto nel giardino

dell’abitazione”. Ma il sopralluogo effettuato dal R.I.S. ha messo in evidenzia alcune incongruenze rispetto al racconto fatto dall’anziana signora.