La tutela del lavoro è la priorità assoluta del SUD e della nostra provincia –afferma il deputato regionale del PD Franco De Domenico– si tratta di una vera e propria emergenza sociale che richiede interventi e strategie straordinarie.

Franco De Domenico

Nessun arretramento può essere tollerato, nessun posto di lavoro può essere perso, casomai bisogna creare le condizioni per nuove opportunità di impiego, utili ed efficaci a riequilibrare il gap strutturale, tecnologico e dei servizi, sempre maggiore rispetto al resto del Paese. Non consentiremo che si perpetui una politica che vede il Sud come la cenerentola dell’Italia, non siamo la solita classe politica meridionale sonnolente ed affarista, su questo punto non daremo tregua al di la del colore politico di chi governa.
Proprio per questo, appreso che Poste Italiane S.p.A., nell’ambito di una generale riorganizzazione del servizio su base territoriale, ha predisposto un piano di razionalizzazione delle filiali delle grandi città -che prevede la chiusura di una trentina di uffici postali in tutta Italia, di cui 14 nella sola Sicilia- abbiamo immediatamente presentato una interrogazione all’Assessore alla Famiglia, alle Politiche Sociali e del Lavoro Antonio Scavone.

Basti pensare che rispetto a queste 14 chiusure dell’Isola, nella città di Messina ne sono previste ben 5, altrettante sono previste a Palermo, 2 a Catania e 2 a Siracusa, per cui appare evidente la sperequazione territoriale di questo piano, laddove preveda in Sicilia la chiusura di metà di tutte quelle dell’intero Paese e, addirittura nella sola Messina 1/8 delle chiusure di tutto il piano nazionale.

Riteniamo che questo disimpegno sia inaccettabile in una realtà territoriale nella quale il lavoro costituisce una vera e propria emergenza, perdippiù da parte di un soggetto, nella sostanza, pubblico come Poste Italiane, con risultati di bilancio che neanche le banche private possono vantare. Infatti, Poste Italiane ha prodotto nel 2018 un utile netto pari a 1,4 miliardi, pari al doppio di quello dell’anno precedente, su ricavi pari a quasi 11 miliardi, invariati rispetto al 2017.

Una tale emergenza nel meridione impone alle imprese pubbliche una responsabilità sociale diversa e casomai il dovere di sopperire alla carenze occupazionali, no di proporre tagli, a maggior ragione laddove si tratti di una impresa che nuota negli utili; tenendo conto che la chiusura degli uffici prelude la perdita definitiva di occasioni occupazionali per il futuro.

Come abbiamo ribadito più volte (si veda una mia precedente interrogazione, la n. 982 del 23 luglio 2019, sempre in tema di disservizi postali, laddove avevo evidenziato gravi, ricorrenti e prolungati disservizi nell’erogazione del servizio postale in ampie zone della città di Messina, sfociati in un procedimento penale) Messina e il Sud non possono perdere nessun posto di lavoro pubblico,  né ricevere servizi non adeguati agli standard del resto del Paese.

Il servizio postale universale è affidato, a fronte di un onere annuo pari a 262,4 milioni, a Poste Italiane S.p.A. che, in base a quanto stabilito dal contratto di servizio, è tenuta a garantire l’erogazione della prestazione “su tutto il territorio nazionale” al fine di assicurare, “senza alcuna discriminazione”, la “coesione sociale”, per cui la chiusura degli sportelli sottrae un presidio essenziale per l’erogazione del servizio universale, che non si articola solo nella consegna della posta, ma anche attraverso una rete capillare di sportelli che erogano servizi soprattutto di accettazione postale, utilizzati in prevalenza nelle periferie dalle fasce più deboli della popolazione.

Abbiamo interrogato, pertanto – conclude De Domenico- l’assessore Scavone, affinchè si adoperi per evitare l’ennesimo ridimensionamento operativo nella nostra città di una grande azienda, che rappresenta, inoltre, un grave danno sociale, in un contesto territoriale già caratterizzato da un elevato livello di disoccupazione, laddove tale disimpegno appare, peraltro in contraddizione con le politiche di favore che Poste Italiane sta portando avanti nei piccoli comuni e che abbiamo apprezzato sotto il profilo delle refluenze economiche e sociali nei confronti di realtà territoriali marginali.

Abbiamo, infine, chiesto all’assessore alle Politiche Sociali e del Lavoro Antonio Scavone e al governo regionale tutto, che deve fare la sua parte,  quali iniziative intenda assumere, e in che tempi, al fine di indurre Poste Italiane S.p.A ad erogare, nell’ambito della città di Messina, prestazioni adeguate agli standard di efficienza stabiliti dal contratto di servizio, sollecitando, altresì un’attenta verifica del servizio attualmente erogato da Poste italiane S.p.A. nel territorio di Messina da parte del Ministero dello sviluppo economico”

Francesco De Domenico
Deputato all’Assemblea Regionale Siciliana