“una “razza” particolare, sono i direttori tecnici di agenzie di viaggi e tour operator”

“nel momento in cui si comunica il direttore tecnico all’ufficio preposto per il rilascio dell’autorizzazione, quest’ultimo comunicasse il nome ed dati all’Inps ed all’Inail.”

Al programma “l’aria che tira” ieri hanno trattato il tema scottante del lavoro, soprattutto del lavoro nero. turismo1Coincidenza volle che stamane in bar del centro, involontariamente, ho ascoltato due signore parlare di lavoro nero, allora ho cercato di origliare,anche se non si fa, e le ho sentite parlare di direttori che lavoravano in nero per circa 1000 euro. Non ho potuto fare a meno di intromettermi, dicendo che erano dei pazzi a prendersi le responsabilità di un manager per mille euro al mese. Sono scoppiate a ridere, ed io mi son sentito un po’ stupido, ed una di loro mi ha detto” magari mille al mese, noi parlavamo di mille l’anno”.
Hanno provato a spiegarmi che questi direttori sono una “razza” particolare, sono i direttori tecnici di agenzie di viaggi e tour operator. Ci siamo accomodati ad un tavolo e davanti ad un buon ginseng ed hanno cominciato a spiegarmi la figura di questo strano “essere” che è il direttore tecnico e le mansioni che svolge. Inizia dicendo che è la figura principale di una agenzia di viaggi o di un tour operator e che senza di essa non si può ottenere l’autorizzazione regionale,e che questo vale in tutta Italia. Riferisce che non esiste un albo nazionale ed in Sicilia neanche regionale e che la maggior parte di essi sono tutti lavoratori in nero. A questo punto, forse vedendomi un pò perplesso, m’ invita ad andare su google e cercare un direttore per aprire un’agenzia, è incredibile, ma alcuni si offrono anche a 800 euro l’anno.

Ho letto che questo strano essere, il direttore tecnico d’agenzia di viaggio è il soggetto responsabile della conduzione aziendale e svolge mansioni di natura tecnico-specialistica, concernente la produzione, l’organizzazione o l’intermediazione di viaggi e di altri prodotti turistici.
– Che la normativa statale ha individuato come requisiti minimi, sviluppabili dal legislatore regionale in sede d’attuazione la conoscenza di due lingue straniere, conoscenza dell’amministrazione e della organizzazione delle agenzie di viaggi, conoscenza di tecnica, legislazione e geografia turistica.
– Che il legislatore accentra nel direttore tecnico una serie di conoscenze appartenenti a figure professionali diverse; general manager, marketing manager, responsabile produzione. Si rende così necessario, per chi voglia abilitarsi all’esercizio di tale professione, programmare un itinerario formativo estremamente articolato che risulti conforme ai requisiti previsti dalle singole leggi regionali.

Per quanto riguarda il titolo di studio è ancora richiesto il diploma di scuola superiore, niente laurea, anche se oggi per fare tanti mestieri con meno responsabilità, è necessaria la laurea.

turismosObbligatoria la padronanza dei fenomeni economici e giuridici che caratterizzano e condizionano il settore dell’industria turistica e dei trasporti, abbinata ad una approfondita conoscenza dei modelli di consumo e delle motivazioni socio-psicologiche del turista-cliente.

A tal fine il direttore tecnico dovrà possedere, in aggiunta ad una buona base culturale, soprattutto geografica, ed alla conoscenza dei principi generali propri delle diverse materie, un’accurata preparazione in economia delle imprese turistiche e dei trasporti, tecniche di formazione del bilancio e del prezzo,marketing turistico, con particolare attenzione alle applicazioni nel sistema di produzione, organizzazione e distribuzione di viaggi e dei singoli servizi primari (ricettivi, trasporti, ecc.), management delle imprese di intermediazione turistica e finanziario, organizzazione del lavoro e gestione del personale, tecnica pubblicitaria e delle pubbliche relazioni nel turismo, psicologia e sociologia del consumatore dei prodotti turistici, sistemi e programmi di informatica e telematica per le agenzie di viaggi. A questo complesso quadro deve aggiungersi la conoscenza dei principi giuridici e delle fonti normative che regolano l’attività delle imprese di produzione, organizzazione ed intermediazione, con particolare attenzione alla contrattualistica tipica del settore ed ai procedimenti autoritativi dell’organizzazione pubblica incidenti sull’industria turistica.

In poche parole un “mostro di conoscenza”!

Il direttore tecnico, inoltre, dovrà superare un esame teorico, in alcune regioni sono richiesti i versamenti INPS che attestino di aver lavorato in un’agenzia di viaggi. Mi chiedo come facciano a svendersi per 800 euro l’anno.

Chiedo alle due signore se esiste un sindacato o un albo e mi ridono in faccia.
“ Siamo una “razza strana”, – mi rispondono – ogni tanto qualcuno prova a intraprendere questa battaglia, me ne ricordo due, uno ormai sarà morto, ero giovanissima, parliamo di 35 anni fa; l’altro da un paio di anni ci prova, è di Messina, ha fatto una pagina su facebook “Comitato nazionale dei direttori tecnici”, ma non possono accede o vederla tutti, è un gruppo chiuso, gli iscritti sono, se non sbaglio, poco più di 110 in tutta Italia, per esempio noi non ci siamo, non abbiamo tempo. La sua idea – continua la signora – è quella di proporre una legge contro l’abusivismo, contro lo sfruttamento dei direttori tecnici e la creazione di un albo professionale. Ma non a tutti noi conviene, ad esempio se io lavorassi in un ufficio pubblico, secondo lui non potrei fare il prestanome, perché la legge dice che devo prestare la mia opera in modo esclusivo; perderei, quindi, 1000 euro l’anno in nero, “ogni ……… è sustanza”, famoso detto siciliano per dire meglio poco che niente.”

“Sarebbe facilissimo far finire la pacchia ai titolari di agenzie di viaggi – continuano le due direttici – basterebbe, come dice il responsabile del Comitato, che nel momento in cui si comunica il direttore tecnico all’ufficio preposto per il rilascio dell’autorizzazione, quest’ultimo comunicasse il nome all’Inps ed all’Inail.” Chiaramente se già lavora presso un’azienda privata o presso un ufficio pubblico, autorizzazione sarebbe negata.

“Non lo ascolteranno mai – concludono – lui ci prova, poverino, ha anche parlato con il ministro del turismo del governo Monti, ha fatto fare un’interrogazione parlamentare a questo ministro, sta scrivendo una proposta di legge da presentare, ma figurati!”

Sarà vero? Io spero di no!