Cambiamenti climatici, flussi migratori e fonti rinnovabili: questi alcuni dei punti all’ordine del giorno dell’assemblea che si è svolta nel pomeriggio di ieri al Circolo ARCI “Thomas Sankara”.
Sulla scia della manifestazione studentesca in difesa dell’ambiente che ha avuto luogo venerdì 15 marzo nelle principali città di tutto il mondo, i giovani dell’Associazione si sono riuniti per discutere di argomenti quanto mai attuali, oggi sull’agenda-setting di istituzioni e associazioni. Tante le proposte, tanti gli spunti di riflessione. La rinnovata attenzione su alcuni tra i temi più caldi è stata declinata attraverso una lunga valutazione sulle politiche irrispettose dell’ambiente e per nulla ecosostenibili perseguite dai big del mondo, a partire dalle rivendicazioni poste in essere dallo Sciopero internazionale per il futuro.

Com’è chiaramente emerso in fase dibattimentale, tra i mutamenti ambientali e i flussi migratori c’è un forte nesso di causalità: improvvisi sconvolgimenti che si abbattono su intere popolazioni impreparate provocano centinaia di milioni di rifugiati climatici, veri e propri profughi del clima che sono costretti ogni anno a lasciare le proprie terre natali, sospinti a cercare un riparo da eventi meteorologici catastrofici. I dati parlano chiaro: globalmente sono milioni le persone indotte ad abbandonare le proprie abitazioni per sfuggire a calamità naturali dalla devastante portata, numeri che secondo fonti attendibili sono destinati a sfiorare il miliardo entro il 2050.

Ricondurre ad una visione più ambientalistica l’intero sistema produttivo mondiale e lo sfruttamento delle risorse sembra essere un’ovvia quanto difficilmente attuabile soluzione.
In tema di fiscalità, la tanto discussa Carbon Tax, con l’introduzione di una tassazione dei prodotti energetici basata sulle emissioni di CO2 e in buona sostanza riassumibile semplicisticamente in un “più inquini, più paghi”, potrebbe porre un freno al problema dell’inquinamento, incentivando le industrie all’utilizzo di fonti energetiche pulite. Le energie rinnovabili possono infatti coniugare uno sviluppo ecosostenibile di cui ormai si avverte l’imperante necessità. La deadline sulle sorti del mondo si avvicina inesorabilmente e pone l’uomo dinnanzi a delle scelte che non possono più essere procrastinate. Le alternative esistono, ce lo dice la scienza.
Combattere il cambiamento climatico con una drastica e profonda decarbonizzazione dell’economia, con la conseguente riduzione di emissioni climalteranti, tanto per cominciare. E, in seconda battuta, ragionare parimente su un sistema di protezione legale dei rifugiati climatici, all’interno di un sistema assicurativo che tuteli in caso di calamità, dimezzerebbe il numero di migranti e andrebbe incontro a chi avverte il bisogno di “aiutarli a casa loro”. A conclusione dell’adunanza, un augurio: in un mondo consumista, signoreggiato da uomini dominatori incuranti del destino della Terra, si auspica che l’epifania pirandelliana circa le nefaste condizioni che mettono in forse il futuro del nostro pianeta possa sopraggiungere nel più breve tempo possibile, prima che sia troppo tardi.