Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. Suonano come un monito scolpito nella pietra le parole di Primo Levi, non solo il 27 gennaio ma ogni giorno, perché “ricordare è l’unico vaccino contro l’indifferenza”.

All’indomani del Giorno della Memoria, nell’ambito delle attività commemorative, l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi di Messina ha ospitato un convegno organizzato dalla Prefettura di Messina, dall’Università e dall’Istituto di Istruzione Superiore “La Farina Basile”.

Una sala gremita di studenti, un silenzio concentrato sulle parole dei relatori che si sono susseguiti durante la mattinata. Introdotti dalla prof.ssa Paola Ricci, docente di Filosofia morale del Dipartimento di Scienze Cognitive, ai lavori hanno preso parte il Rettore, prof. Salvatore Cuzzocrea, il Prefetto di Messina, S.E. dott.ssa Maria Carmela Librizzi, l’Arcivescovo Mons. Giovanni Accolla, l’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Messina Alessandra Calafiore, la prof.ssa Giuseppa Prestipino, Dirigente scolastico I.I.S. “La Farina Basile”.

«Proprio ieri — ha esordito il Rettore prof. Cuzzocrea — il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha sottolineato che “quando il benessere dei popoli o gli interessi delle maggioranze si fanno coincidere con la negazione del diverso, dimenticando che ciascuna persona è diversa da ogni altra, la storia spalanca le porte alle più immani tragedie”». Poi si rivolge ai giovanissimi studenti: «Voi ragazzi siete il futuro, siete le nuove generazioni. Imparate dagli errori del passato, perché ne sono stati fatti tanti. Vi parlo da padre più che da rettore».

«Sono contenta di essere qui insieme agli studenti — ha commentato la prof.ssa Giuseppa Prestipino — che anche quest’anno si sono resi protagonisti per rinnovare la memoria. Circa 5 anni fa sono stata ad Auschwitz e, almeno una volta nella vita, consiglio a tutti di andarci per osservare coi propri occhi ciò che è stato.»

Il convegno è stato scandito dagli interventi del prof. Antonino Carabellò, dell’Istituto La Farina-Barina, della prof.ssa Giovanna Costanzo del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina, dalla dott.ssa Lucrezia Piraino e della dott.ssa Fabiana Russo.

In platea anche il novantasettenne Paolo Cardile.
Nonostante l’emozione ha voluto esserci e raccontarsi, Paolo, classe 1922, sommergibilista dell’esercito durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1943 fu fatto prigioniero dai nazisti e deportato nel campo di concentramento di Furstenburg, costretto a lavorare nella “Miniera Gluckaudlf di Stockhaussen”: aveva solo 21 anni.
Riabbraccerà i suoi genitori, che da due anni non avevano sue notizie, solo nel 1945.