Sono circa 98mila i poliziotti che da oggi vestono i nuovi distintivi di qualifica, disegnati dall’esperto di araldica Michele D’Andrea, che ieri 11 luglio, giornata nella quale ricorre l’anniversario dell’istituzione della Polizia di Stato, prima forza di Polizia, sono stati presentati a Roma nel corso di una cerimonia che si è svolta al Palazzo della Consulta alla presenza delle più alte cariche dello Stato.

Oggi, nella sala riunioni della Questura di Messina, il vicario dott. Nicola Spampinato e la portavoce del questore (dott. Vito Calvino) dott.ssa Marialaura Creazzo hanno illustrato nel corso di una conferenza stampa i nuovi distintivi.
Si tratta di un ulteriore passaggio nel percorso di smilitarizzazione iniziato 38 anni fa, con il quale si vuole affermare l’identità della Polizia di Stato quale amministrazione civile ad ordinamento speciale. È stata la legge 121 del 1981 a ridisegnarne lo status giuridico sancendo il distacco dal mondo militare. In estrema sintesi, la legge 121 dell’81 prevedeva l’ingresso delle donne nel corpo di Polizia, una specializzazione del personale, l’istituzione di selezioni e corsi di formazione ad hoc per le varie specializzazioni. Inoltre, cessano di vestire le stelle qualificative (simbolo dei corpi militari), che vengono sostituite dal monogramma “RI”.

I nuovi distintivi presentano tutti un’aquila dalle ali spiegate, zampe libere e divaricate disposte ai lati della coda folta e stilizzata come il restante piumaggio, testa rivolta a sinistra ornata dalla corona murata di cinque torri, scudo sannito con il monogramma RI in petto. A caratterizzare le diverse qualifiche compaiono: il plinto araldico, costituito da una barretta orizzontale di colore rosso che rappresenta la struttura portante di un edificio, per gli agenti e gli assistenti; il rombo dorato, che ricorda la punta di una lancia, per i sovrintendenti; la formella, richiamo alla bellezza ed all’eleganza proprie del patrimonio di civiltà e cultura del nostro Paese, per i funzionari.
I distintivi, uguali per tutti i ruoli, differenziano le funzioni tecnico-scientifiche, tecniche e le attività professionali, attraverso il diverso colore delle mostreggiature.