I precari INGV protestano a margine del terremoto nelle isole Eolie
“Il Governo continua a tacere, i terremoti no.
mappa dell’evento sismico nelle isole EolieAd un anno dal terremoto de L’Aquila ed un anno e mezzo dall’inizio della mobilitazione, i 400 precari dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) non hanno ancora garanzie sul proprio futuro”.
È l’amaro commento dei ricercatori precari INGV a margine dell’evento sismico che si è verificato alle ore 14:54:46 italiane dello scorso 16 agosto nelle zone sismogenetiche crostali che insistono a Nord della costa siciliana, in prossimità delle isole di Lipari e Vulcano.
Ricordiamo che il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV. L’evento è caratterizzato da magnitudo(Ml) 4.5 e profondita’ di 19 km circa; si inquadra nella tettonica trascorrente tipica della zona di trasferimento N-S esistente tra le Isole Eolie e la costa settentrionale del Messinese. Il terremoto più importante della zona ha avuto luogo il 15 Aprile 1978 (M 6.1, evento del Golfo di Patti), circa 30 km più a Sud della localizzazione epicentrale di oggi.
il volantino dei precari INGVRitorniamo ai precari dell’INGV, che protestano anche a nome dei loro colleghi in forza presso altri istituti di ricerca. Una classe di lavoratori ad alta specializzazione, giovani (età compresa tra 35 e 45 anni), precari di lunga durata (da 5 a 10 anni).
La manovra finanziaria varata dal Governo Berlusconi nella migliore delle ipotesi li condanna a rimanere nella condizione di precari; per molti di loro, la manovra significa il licenziamento, stante che prevede la soppressione di alcuni enti quali l’ISPESL (l’istituto che ricerca le cause dei tumori “professionali”, cioè determinati dall’esposizione a certi tipi di attività lavorativa); l’INSEAN, l’istituto che si occupa della sicurezza delle navi e dell’ambiente marino; l’ISAE, l’istituto che elabora gli indici dei prezzi sulla base dei quali sono calcolati gli aumenti salariali; l’IAS, l’istituto che studia le politiche di contrasto del disagio sociale.
Vi è poi la categoria dei docenti universitari che dopo il quinto anno di insegnamento perdono la cattedra se l’Università non li assume con contratto a tempo indeterminato. È il caso di Emanuele, 40 anni, presso La Sapienza di Roma.