“Alcesti”, tragedia del poeta Euripide, venne rappresentata per la prima volta oltre 2400 anni fa.

Un arco di tempo immenso che viene annullato quando la narrazione del sacrificio della moglie di Admeto torna a riecheggiare nei teatri.  Domenica 26 maggio 2019 ”Alcesti” è stata riportata in scena nello “scrigno magico” della Sala Laudamo dagli studenti del Liceo scientifico Seguenza.

I ragazzi, impegnati nel progetto teatro “Palcoscenico”, quest’anno si sono cimentati con la più antica delle tragedie del poeta ateniese.

Innanzitutto i protagonisti, a lungo applauditi al termine dell’impegnativa performance:

Gabriele Giliberto  (Admeto), Elena Ullo (Alcesti), Mirko Bonfiglio (Eracle) Alessandro Palano (Apollo), Simone Villarmonte (Thanatos) e Gabriele Romano (Ferete, padre di Admeto). Il Coro: Martina Lisitano, Anita Celesti, Maria Di Lorenzo,  Eva Rigano, Natalia Strurniolo, Enrico Nania e la voce narrante Giulia Spadaro.

Giovani attori, perlopiù alla prima esperienza sul palcoscenico, abilmente “modellati” dal regista Alessio Bonaffini, coadiuvato da Dalila Restuccia.

Un percorso non facile, agevolato dall’avere lavorato con “ragazzi molto intelligenti, umili e motivati che hanno accettato lunghe ore di prove” ha ricordato il regista, sottolineando anche la serietà della messa in scena, curata nel disegno delle luci da Renzo Di Chio.

“È un testo di per sé impegnativo –  ha evidenziato la dirigente del Liceo Seguenza, prof.ssa Lilia Leonardi, attingendo alla sua formazione letteraria e alla passione per il teatro –  una tragedia che ha comportato un ulteriore sforzo di immedesimazione per ragazzi che, nel caso dei più anziani, raggiungono appena la maggiore età.  Un impegno che è stato affrontato con grande serietà da tutti i partecipanti; un’ importante esperienza  formativa che ha convinto alcuni a proseguire gli studi di recitazione”.

La passione per il teatro, che accomuna il gruppo, ha trovato un valido ed esperto sostegno nel corpo docente che, anche quest’anno, si è impegnato per organizzare uno spettacolo che mettesse in luce le capacità artistiche degli studenti.  Hanno partecipato al progetto la Prof.ssa Letizia Palumbo,  il Prof. Rosario La Fauci, la Prof.ssa Katia Longo, la Prof.ssa Silvana Prete ed il prof. Enzo Caruso.

Ha seguito lo spettacolo il Sovrintendente del Teatro di Messina, avv. Gianfranco Scoglio,  da sempre attento alle sinergie da attivare con le istituzioni scolastiche. Lavorare con i giovani e per i giovani è una delle priorità d’azione che l’Ente Teatro persegue sostenendo questi spettacoli.

Un’attività che sottende una visione di lungo periodo, intelligente oltre che lungimirante, volta a cambiare quel trend “tragico”  che vede a teatro sempre meno giovani.  Si vuole fare leva sulle passioni, proponendo  ogni forma d’arte – musica, teatro, danza, pittura etc – per far nascere e alimentare la passione e l’attenzione per la cultura.

Infine, il Sovrintendente Scoglio, ricordando e complimentandosi per la vittoria di Alberto Uso, il giovane tenore messinese vincitore di “Amici”, ha lanciato l’auspicio di una collaborazione con il  Vittorio Emanuele anche in qualità di testimonial di “Play the Game”, il talent, indetto dal Teatro, che nei prossimi mesi inizierà le selezioni degli artisti.