Ieri pomeriggio a Largo Seggiola si è svolta una importante iniziativa, organizzata dal movimento indipendentista siciliano, in ricordo delle Cinque Giornate di Messina e del cruento eccidio dei Camiciotti (giovani rivoluzionari arruolati nell’esercito) avvenuto nel 1848, durante la lotta al dispotismo borbonico.

Il Comitato Vespro 2019 ha indetto questa importante manifestazione per ha l’obiettivo di riaccendere la memoria storica della città e dei cittadini, che spesso ignorano l’esistenza di eventi cruciali avvenuti a Messina.

“La storia fornisce le basi per guardare con occhio critico la nostra identità, poiché senza di essa non è possibile conoscere noi stessi e l’identità della nostra terra” – afferma Gianluca Castriciano, membro del Comitato Vespro 2019 – “La ricorrenza dei Camiciotti nasce nel 2010, quando è stata scoperta all’interno della Casa dello Studente la lapide che ricordava l’evento. Una storia quasi del tutto dimenticata di un periodo storico che è stato fondamentale per le vicende dell’intera Europa, non solo del nostro paese. La Sicilia ha avuto un ruolo importante nel movimento rivoluzionario, è stata sicuramente una delle prime realtà in cui si è avvertita l’esigenza di affrancarsi dal dispotismo borbonico e di riconoscersi in quelli che erano i valori rivoluzionari.

Non va dimenticato che la rivoluzione è partita dal popolo, da semplice cittadini che hanno cambiato le sorti della Sicilia e di cui non va dimenticato il sacrificio: Rosa Donato, Antonio Lanzetta, Antonino De Salvo e, appunto, i Camiciotti. La Sicilia e i siciliani di quell’epoca sono stati senz’altro una fonte di ispirazione per le generazioni future e ritengo sia necessario recuperare la memoria storica della nostra identità. Non si può amare qualcosa se non la si conosce a fondo“.