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Il parco commerciale della cittadina di Longano torna ad essere al centro dell’attenzione oggi, durante una conferenza stampa tenuta dall’Associazione Antimafie “Rita Atria”, insieme all’Associazione “Citta’ Aperta” di Barcellona Pozzo di Gotto. L’incontro con la stampa è stato richiesto per rendere pubblico l’esposto, presentato il 4 gennaio del 2011, dalle stesse associazioni alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto e al Prefetto di Messina. Nel suddetto esposto veniva richiesta, da parte delle associazioni, la verifica di possibili infiltrazioni mafiose all’interno della pubblica amministrazione, a fronte di un precedente controllo avvenuto con un decreto firmato il 21 Aprile del 2006 dall’allora ministro dell’Interno  Beppe Pisanu. Tale controllo si era risolto con un nulla di fatto nonostante l’intervento della Commissione ispettiva che si era espressa a favore dello scioglimento degli organi amministrativi comunali.

Nel 2010 le due associazioni sopracitate avevano chiesto di poter esercitare il diritto di accesso agli atti, previsto dalla legge 241/90, e per tale azione erano state accusate, all’unanimità dal Consiglio Comunale, di infangare il buon nome della cittadina barcellonese, tanto da essere definite “avvelenatrici di pozzi”. La risposta delle due associazioni è stata quella di diffidare l’organo comunale alla Procura della Repubblica.

La Commissione Ispettiva, organizzata dal prefetto Francesco Alecci e autorizzata, con decreto del 24 novembre, dal ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, torna a riunirsi per verificare, ancora una volta, i rapporti tra l’avvocato Rosario Pio Cattafi e il Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.

L’associazione Rita Atria si ritiene soddisfatta del nuovo intervento della Commissione Ispettiva, ma spera che non si risolva, ancora una volta, tutto con un nulla di fatto. Viene richiesta, inoltre, la sospensione del Consiglio Comunale barcellonese fino a che non verrà fatta luce sui fatti.