“cinque panettieri ci forniscono il pane ed un macellaio ci da la carne al costo”.
“basta una sciocchezza per farti diventare povero.”
” La povertà è come un cancro!”

mensa2La mensa di Sant’Antonio è un’iniziativa di padre Annibale avviata nel quartiere Avignone circa 100 anni fa, “la caldaia” per i poveri. Nel febbraio del 2008 hanno ripreso con circa 70 ospiti. La Mensa di Cristo Re offre il pranzo, questa Mensa offre la cena da consumarsi sia seduti al tavolo della struttura sita di fronte all’Istituto antoniano che per asporto. Possono usufruirne tutti i poveri che si presentano senza distinzione di età, sesso, religione e luogo di provenienza, Coppie , singoli o famiglie. Ho incontrato mamme e coppie che cercano un lavoro, un lavagista specializzato con la moglie rispettivamente 36 e 32 anni e tre figli, la moglie di 46 anni di un operaio che non può lavorare con un figlio, a pranzo e neanche tutti i giorni, mangiano un po’di riso in bianco. Entrambi riferiscono “A scuola dobbiamo pagare le assicurazioni, la merenda per i bambini, purtroppo chi non arriva ad essere nelle nostre condizioni non riesce a comprenderci”. Un contadino romeno (32 anni) che lavorava a Barcellona, ma che per adesso non stanno chiamando più perché vengono preferiti gli albanesi o gli arabi perché invece di pagarli a venticinque euro al giorno li pagano a dieci euro al giorno. Una bella guerra tra poveri.

Chi finanzia la “caldaia” per i poveri?
La Mensa è finanziata per il 90% dai Rogazionisti, poi ci sono tanti benefattori che contribuiscono con cibo o con denaro, e tantissimi sono gli esercizi commerciali.

mensa3La Messina “bene” vi aiuta?
Veramente tantissime persone, dai più ricchi a chi vive di un solo stipendio, ci danno una mano.

Quanto spendete giornalmente?
Giornalmente? Voglio tenermi bassa, calcoliamo un euro a pasto, moltiplichiamolo per 400. Quindi abbiamo 400 euro al giorno solo per il mangiare. Immagini quanti litri di detersivi e disinfettante ci vogliono per mantenere pulito il centro così come lei lo ha trovato, altrimenti avremmo chiuso per motivi igienici come è successo ad altri centri.

Le spese che sostenete sono, quindi, per cibo e detersivi?
Assolutamente no! Chi non frequenta la mensa non riesce a capire quanto denaro ci vuole per mantenere questa struttura. Pensi a quanto paghiamo di gas, energia elettrica ed acqua per cucinare per i chi ha fame? Abbiamo cinque panettieri che ci forniscono il pane. Abbiamo un macellaio che ci rifornisce la carne a prezzo di costo. Queste sono le persone che insieme a tante altre, ognuno per quello che può, ci permettono di dare da mangiare a chi ha fame.

mensa13Quante sono ad oggi le persone che usufruiscono dei vostri pasti?
I pasti da noi sono circa quattrocento, poco più di centocinquanta divisi in tre turni vengono a mangiare nella nostra sala, gli altri sono pasti che vengono messi nei contenitori e nelle buste che vengono ritirate per essere portate a casa. Ci sono tante famiglie che per tanti motivi sia di salute che per vergogna o perché hanno figli minori preferiscono consumarli a casa, fin quando l’avranno.

Dal 2008 si sono succedute amministrazioni di colore diversi, da chi avete avuto aiuti?
Purtroppo nessuna amministrazione ci ha mai aiutato, speravo che questa amministrazione che si proponeva vicina agli “ultimi”, ci desse una mano, ma anche loro non stanno facendo nulla. Il Sindaco Accorinti non si è mai visto. Una delusione!

Sono molti i messinesi e negli anni sono aumentati?
I messinesi sono circa duecentocinquanta inclusi i bambini, il dato che spaventa è che moltissimi sono liberi professionisti, dal commercialista, al gioielliere, al farmacista ed a tante altre professioni. Ci sono tantissime persone che oggi hanno un tetto sulla testa, ma che domani si ritroveranno nella strada. Sono persone che sono state colpite dalla crisi a cui proviamo a dare, oltre un pasto caldo, anche un supporto psicologico attraverso il nostro “sportello d’ascolto”. Purtroppo il trend è in crescita. La colpa è anche delle banche che hanno strozzato molte attività commerciali con il loro interessi usurai. Gli altri vengono dai paesi dell’est europeo e dal medioriente e nell’ultimi tempi sono presenti tanti giovani di colore.

mensaHa parlato di “sportello d’ascolto”, vuole spiegare a cosa si riferisce?
Questa seconda attività è nata per un’esigenza dei nostri ospiti. Con la collaborazione di psicologi ed avvocati cerchiamo di dare supporto alle problematiche o per lo meno di aiutare a risolvere alcuni dei problemi con una corretta informazione. Le richieste di lavoro sono le più comuni, le persone che vengono a trovarci hanno bisogno di un lavoro, del pagamento delle bollette oltre che delle borse spesa, cioè borse di cibo e vestiti e non ultima dell’assistenza sanitaria. Il servizio è aperto dalle 10,00 alle 12,00 del martedì e del venerdì.

Quanti sono i volontari? Quante sono le squadre di cuochi/e e di servizio ai tavoli?
I volontari fanno parte dell’associazione di volontariato S. Antonio e S. Annibale dei Rogazionisti ONLUS, i volontari sono circa 190 laici le squadre sono sette, una al giorno, con una turnazione di circa venti volontari.

A che ora iniziate a cucinare per servire i pasti alle 17,30?
Lo facciamo perché siamo felici di farlo e non guardiamo, né noi né i nostri familiari, al tempo che dedichiamo al nostro prossimo. Non le dico a che ora la mattina iniziamo a cucinare e neanche quando andiamo via, le dico soltanto che quando dopo aver pulito, chiudiamo la mensa abbiamo il cuore pieno di gioia.

Risponda ad una domanda che vorrebbe le avessi fatto.
Veramente vorrei aggiungere che la condizione di “povero”, purtroppo è come quello del malato. La maggior parte di noi, pensa che non potremmo mai ridurci in queste condizioni. Si vive tranquillamente del proprio lavoro, ma basta una sciocchezza per farti diventare povero. Un investimento sbagliato, una malattia propria o di un familiare, oggi più che mai, anche per colpa delle banche che praticano l’usura. La povertà è molto simile ad un cancro!