Ecco cosa pensa Mohamed Refaat Imam del Centro islamico di Messina della carneficina e delle esecuzioni dell’Isis a Parigi

  • Signor Refaat, da quanti anni c’è la moschea a Messina e da quanto tempo lei è Imam nella Città dello Stretto?
Mohamed Refaat

Mohamed Refaat

Siamo membri della Comunità islamica di Sicilia e della Comunità islamica d’Italia che rappresenta 180 centri islamici. Dal 1996 siamo a Messina, per tanti anni siamo stati in un cantinato di 60 mq sul Torrente Trapani, da tre anni siamo in questo Centro che siamo riusciti a comprare con l’aiuto dell’associazione islamica.

  • Come giudica la vita dei mussulmani in Italia, sono integrati?

Siamo molti integrati; io sono in Italia da 34 anni, mia moglie è italiana ed ha abbracciato la mia religione. Sono nato nel centro sud dell’ Egitto, forse per questo mi trovo bene qui nel sud d’Italia, sia perchè abbiamo una mentalità molto simile alla vostra e sia per il clima.

  • Il rapporto con le altre religioni deve essere paritario o l’Islam deve prevalere?

A mio parere le religioni sono tutte uguali e nessuno ha il diritto di dire che una è migliore dell’altra, solo Dio può dirlo.

  • Cosa pensa dell’Isis?

Siamo alla domanda principale, lo condanno con forza e fermezza, dico che tutti insieme, uniti, dobbiamo essere contro questa creazione di violenza e di un uso sbagliato di una religione e di Dio, del Dio di tutti. Dobbiamo condannare con estremo rigore queste persone perché sono lontani dalla Legge di Dio, lo ha detto anche Papa Francesco.

  • Ci sarà secondo lei un attentato in Italia ?

Spero proprio di no, ma queste sono persone che non hanno rispetto, prima per la propria vita e poi per quella degli altri. Noi come comunità islamica stiamo facendo una battaglia, uno sforzo enorme, perché noi stessi soffriamo di questo stato,perché siamo accusati di qualcosa che è assolutamente lontana dal nostro pensiero. L’Italia ha una grande apertura verso tutte le altre religioni, perché dovrebbero attaccare l’Italia, cosa ha fatto di male il nostro Paese nei loro confronti?

  • Nella sua Moschea ci potrebbero essere terroristi in sonno?

Assolutamente non si deve pensare ciò, perché non può esistere un uomo che prima va a pregare e poi va a fare male al prossimo. .

  • Secondo lei di chi sono le responsabilità degli attentati?

Mi piace questa domanda perchè bisogna far capire alla gente che il problema non è la religione, non è l’Islamish, l’origine di questi attentanti è il denaro, dalla vendita delle armi fino al petrolio e la politica dell’egoismo dell’uomo.

  • “Not in My Name” lei parteciperebbe sabato alla manifestazione di Roma?

Certamente “Not in My Name” lo abbiamo annunciato e una risposta a livello nazionale ed a Messina terremo una fiaccolata con la Comunita di Sant’Egidio, con la Caritas, con l’associazione Migrantes di Messina e tante altre. .

  • Il simbolismo è importante; sono stati attaccati la musica, il calcio e la vita quotidiana, cosa ne pensa?

Ciò dimostra che questa associazione terroristica non ha pietà, cerca di colpire il quotidiano di persone innocenti, e lo fanno solo per creare paura, per far spaventare le persone. Per questo dobbiamo essere tutti uniti contro questa violenza. .

  • Gli Imam francesi si sono riuniti e giureranno fedeltà alla costituzione francese, crede che la stessa cosa possa farsi anche in Italia?

Mi farò portatore io stesso, con molto piacere, presso i membri della comunità islamica e spero possa servire a qualcosa. Ma già nel Corano c’è scritto che ogni mussulmano deve rispettare le regole e le leggi del Paese in cui vive.

  • Pensa che ci sia una carenza di insegnamenti alla pace da parte degli Imam ?

Sempre noi dedichiamo una preghiera per la Pace, anzi oggi stesso alle 13,30 ci sarà questa preghiera, ai ragazzi insegniamo la Pace e la non violenza.

  • Nel Corano ci sono 123 versi relativi al combattere ed uccidere per la causa di Allah?

Questi 123 versi bisogna leggerli attentamente, questi invitano a difendere la propria casa cioè il Paese in cui si vive. Se viene un terrorista qui in Italia, perché io vivo in Italia non in Egitto, io devo difendere il mio Paese, il Paese dei miei figli. Non bisogna andare a far male ad altri Popoli.

  • Non crede che con queste stragi si voglia minare la convivenza pacifica tra gli appartenenti alle culture e religioni diverse. .

In tutte le religioni e culture c’è voglia di pacifica convivenza. Infatti oggi saremo qui, nella Moschea, con i membri della Comunità di Sant’Egidio, della Caritas e di altre religioni a pregare per la Pace, contro tutta questa violenza.