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La Sala Senato del Rettorato, stamane, ha ospitato un’importante conferenza indetta dal prof. Tomasello, Rettore dell’Università di Messina per fare il bilancio dell’anno didattico appena conclusosi e porre le basi per quello che inizierà tra meno di due mesi.
Tante le novità spiegate dal Magnifico Rettore, a cominciare dalla premialità e dalle mense. Come già preannunciato nei giorni scorsi, gli studenti che si sono diplomati durante quest’anno scolastico e hanno ottenuto la valutazione di 100 e lode saranno esonerati dal pagare le tasse universitarie per l’iscrizione al primo anno, indipendentemente dal reddito. Questa importante novità, secondo il Rettore, è la base da cui partire per premiare gli studenti più meritevoli e agevolare la loro permanenza nella nostra città, scoraggiando la fuga al nord o in altri atenei. È proprio su questo punto che si è concentrata la conferenza stampa di questa mattina, grazie al rapporto CENSIS 2010-2011, documento che riporta tutti dati e le classifiche riguardanti non gli atenei ma le singole facoltà di ogni ateneo. Le facoltà messinesi, secondo queste graduatorie, hanno conseguito una crescita considerevole nell’ultimo anno: Medicina e Chirurgia ha scalato sei pozioni; Economia e Lettere cinque; Scienze Politiche quattro; Scienze mm.ff.nn. tre e Giurisprudenza una. Mantengono la posizione Veterinaria e Ingegneria mentre ne perdono una Farmacia e Scienze della Formazione. Certamente un buon risultato se si considera solo il miglioramento e non la posizione occupata: tutte le facoltà, infatti, esclusa Lettere, rientrano nelle ultime posizioni. Per convincere i giovani a restare nella propria città, basta questa crescita infinitesimale o ci vuole ben altro? Il Rettore è convinto che bastino tutte le iniziative che l’Unime sta portando avanti insieme all’Ersu: la riduzione del costo della mensa e l’apertura anche nel week-end della stessa, l’assegnazione di più di cento posti alloggio al residence Annunziata per i fuori sede, la conferma delle agevolazioni tanto nei trasporti via terra quanto via mare. È “premialità” la parola d’ordine dell’Unime, ma nel frattempo giovani messinesi continuano a dover abbandonare la propria città per poter realizzare i propri sogni.