Ieri su Facebook ho visto questo post di Vincenzo Bonaventura che riporto integralmente con alcune successive considerazioni.

Vincenzo Bonaventura

Vincenzo Bonaventura

Leggo un ingiustificato entusiasmo per il cartellone dell’Ente Teatro di Messina, che invece è solo uno dei figli possibili dei tempi grami che viviamo, ciò che si può mettere in piedi con pochissimi soldi.
I direttori artistici hanno fatto né più né meno che il loro dovere, i colpi d’ala li aspettiamo per il futuro.
Grande sacrificata la musica e con essa i professori d’orchestra, ma era ampiamente prevedibile. Occorre però immediatamente darsi da fare per rimediare a questo problema: la contrapposizione in atto tra buona parte degli orchestrali e l’Ente non giova a nessuno, se non a chi su queste contrapposizioni ha creato una sua effimera notorietà.
La divisione tra i professori d’orchestra è una tragedia di cui molti di loro non sembrano rendersi conto. La richiesta dell’Ente di sospendere i ricorsi giudiziari è onestamente irricevibile, del resto la legge cui loro si appellano è scritta così male che non è detto per niente che vincano le cause (ma se le vinceranno, l’Ente potrà chiudere, quindi occorre trattare più seriamente nell’interesse comune che è molto miope non vedere).
La creazione dell’associazione è una via interessante e non va demonizzata. Ne avevo parlato agli orchestrali molto tempo fa, se l’avessero fatta allora non si troverebbero a farla oggi (per lo meno coloro che hanno accettato) a condizioni imposte.
Devo poi fare una precisazione necessaria: so che a mio figlio è stata affidata una produzione dell’Ente nella Sala Laudamo. Come padre mi fa molto piacere, anzi la ritengo di poco valore rispetto ai suoi meriti, ma ovviamente si tratta di un parere molto soggettivo. Questa circostanza – deve essere molto chiaro – non mi fa cambiare opinione neppure un pochino sul fatto che il sindaco non avrebbe mai dovuto nominare un produttore teatrale privato come presidente di un ente pubblico (a fronte di candidati quali Rocco Familiari e Mario Bolognari) e che è stato quanto meno inopportuno che si sia poi nominato direttore artistico per la prosa il socio di sempre del presidente e per giunta con il voto decisivo dello stesso presidente.
####
Perché ho deciso di rilanciare sul ns. giornale il post di Bonaventura?
Bonaventura, ottimo giornalista, ha lavorato per lunghi anni presso l’Ente Teatro – curando in modo egregio l’ufficio stampa, e dell’Ente conosce storia, vita e magagne … ma non basta: sono sostanzialmente d’accordo con lui.
Ho già scritto di non aver condiviso le nomine di Renato Accorinti, ma Renato è il Sindaco ed io rispetto la Sua decisione perché la norma gli da un potere discrezionale, anche quello di non leggere i curricula dei candidati alla Presidenza e di agire con il cuore.

Maurizio Puglisi

Maurizio Puglisi

Ma non posso accettare il comportamento del presidente Maurizio Puglisi che risponde di scelte poco opportune.
Verso gli Orchestrali e sindacati io avrei avuto un altro comportamento, e concordo con Bonaventura, ma sopratutto non avrei mai e poi mai nominato Direttore Artistico un mio Socio: Ninni Bruschetta ha competenza e qualità, pur non essendo l’unica risorsa disponibile, per ricoprire il ruolo assegnato ma la questione di opportunità, ma anche di ordine morale, è insuperabile!

Per andare alla sostanza. Bruschetta e Renzo non hanno messo su un capolavoro, hanno fatto il minimo che a fronte dei loro compensi, del tempo e delle risorse disponibili potevano fare: “ingiustificato entusiasmo” sottolinea Bonaventura e concordo con lui sicuro che in condizioni migliori sapranno produrre cose migliori.

Al Presidente Puglisi, al suo Consiglio e al Sovrintendente vorrei fare notare anche come essi stiano togliendo alla città ed ai turisti il godimento completo del Teatro Vittorio Emanuele: il Teatro non è solo rappresentazione di opere (prosa, musica, ecc), ma è anche un luogo fisico della città ed alla città appartiene.

E’ penoso vedere frotte di turisti che scattano foto alla facciata di un palazzo chiuso ed inaccessibile, quando la sua apertura, la possibilità di visitarlo, la possibilità di ammirare la volta dipinta da Guttuso, la possibilità di raccontare la storia di questo luogo e di questo dipinto, unita alla opportunità di “mostre permanenti o periodiche” in accordo con il Museo, potrebbero dare nuova linfa culturale e turistica per la città e forse anche economica per l’Ente.
Queste cose le avrei dette nella recente conferenza stampa ma la nostra testata, per la prima volta, non è stata invitata: forse è la nuova regola per cui vengono tenuti lontano coloro che “criticano il re”!