L’ex sindaco di Furnari, Salvatore Lopes, e’ stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Messina, Daria Orlando, assieme ad altre sei persone, con l’accusa di avere agevolato le imprese legate alla mafia barcellonese nell’assegnazione dei lavori per l’alluvione e nel rilascio di autorizzazioni commerciali in cambio del “proselitismo elettorale, di procacciamento voti e per le minacce e pressioni esercitate durante la campagna elettorale” nel Comune tirrenico messinese poi sciolto per infiltrazioni mafiose.
L’ex primo cittadino non potra’, quindi, ricandidarsi per le elezioni amministrative del 27 novembre. Oltre a lui – che ha chiesto il giudizio immediato saltando quindi l’udienza preliminare – dovranno comparire il 12 gennaio davanti al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) il boss mafioso dei “mazzarroti” Tindaro Calabrese e il boss-pentito, il “rivale” Carmelo Bisognano. Salvatore Lopes, accusato di aver firmato un “patto scellerato” con i boss per farsi eleggere nella primavera del 2007, era stato arrestato il 5 novembre del 2010, nell’operazione antimafia del Ros dei Carabinieri “Torrente” sulle infiltrazioni mafiose negli appalti e le somme urgenze affidate dopo l’alluvione del dicembre 2008 nei Comuni di Mazzarra’ Sant’Andrea e Furnari, ed e’ tornato in liberta’ lo scorso marzo. Assieme all’ex primo cittadino e ai boss barcellonesi a giudizio sono stati rinviati anche l’imprenditore turistico catanese Leonardo Arcidiacono, il guardiacaccia Sebastiano Placido Geraci, l’imprenditore edile Roberto Munafo’ e la sorella del boss-pentito Carmelo Bisognano, Vincenza. A mettere nei guai Lopes, con lo scioglimento del Comune per mafia nel novembre 2009, prima le denunce e poi le clamorose dimissioni della minoranza consiliare guidata dall’avvocato Mao Foti che aveva perso le elezioni del 13 e del 14 maggio 2007 per appena 17 voti e che ora si ricandida a guidare il Comune di Furnari.